SGUAINA LA SPADA (telemark)

SGUAINA LA SPADA (telemark)

E’ un esercizio di coordinazione e bisogna capire la sequenza di movimenti ed eseguirla in modo corretto. Due cose non facili. Ma ancor più difficile è avere la sensibilità per tramutare lo sfoderare la spada in una spinta sui piedi.
Quando lo propongo agli allievi il più delle volte o si perdono nella ricerca della coordinazione o non lo tramutano in spinta sui piedi e alla fine mi sembra immaginino gli stia solo facendo perdere del tempo.
Qualcuno riesce e anche se poi la sequenza e le logica se ne vanno il corpo lo ricorda e quel telemarker mostra subito un miglioramento sia in termini di eleganza sia in termini di energia utilizzata. Se un corpo o i suoi muscoli scoprono come fare meno fatica, quel corpo non lo scorderà. Anzi ci ricorrerà il più volte possibile.
In fondo perché sciamo? Per divertirci e provare piacere e che piacere c’è quando si fa troppa fatica e i quadricipiti urlano. Come possiamo incuriosire gli sciatori al telemark se noi per primi dichiariamo essere faticoso?

Giappone 2010

Ma com’è quest’esercizio? Ce lo spieghi? Ci provo ma è più semplice veniate a provarlo da me.
Parto dalla diagonale con una racchetta, una sola, tenuta con la mano a valle abbassata e la mano a monte alta. A inizio curva faccio scivolare la mano a monte fino a raggiungere quella a valle e nel frattempo sotto eseguo tutto quanto so: inversione di posizione e così inizio la curva indirizzandomi verso la massima pendenza. A metà curva mi trovo con le mani vicine. La racchetta che è alta verso l’esterno della curva e le mani vicine all’interno della curva. A questo punto la mano che era a valle – interna alla curva – “sfila” la racchetta da quella che era a monte. La sfila facendola scivolare nella mano esterna, proprio come fosse il fodero della spada. La mano interna si alza all’interno della curva (riflesso paracadute).
Questo lavoro delle braccia se capito e coordinato si tramuta in spinte sui piedi. Il vantaggio è che non uso solo le gambe e i loro muscoli, ma una catena muscolare che va da una spalla al piede opposto. Così facendo utilizzo la catena muscolare più potente che abbiamo, quella che in diagonale, lungo la schiena, va dalle dita di una mano alle dita del piede opposto. La catena che usano arrampicando, che usiamo per stappare la bottiglia.

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