T2X Blog #1

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L’umano aveva iniziato la stagione delle curve sulla neve usandomi e credevo di essere stato all’altezza.
Non sciava male all’inizio stagione anzi direi scriveva curve sinuose e melodiose poi come al solito ci ha cacciato in un angolo buio.

Lo sentivamo parlare al telefono di F1, F3, TxPro tutti fratelli miei minori.
Armeggiava con coltelli e trapani e noi belli al caldo ad aspettare e poi due giorni fa, lo schifoso, ci ha svegliato presto.
Stavamo ancora sognando le curve di una volta, le facevamo sempre tutte insieme, noi, i nostri attacchi preferiti Bulldog e gli sci che capitava scegliesse per in giorno.
Ebbene stavamo ancora sognando quando ci ha preso e …niente curve ancora, ci ha abbandonato nel cesto delle scarpe all’entrata di casa. Almeno da lì riuscivamo a vedere fuori dalla porta di casa e la neve non ci pareva male.
Lo conosciamo bene e sappiamo che sta vivendo momenti brutti, ma brutti brutti.
Lo conoscevamo come un amante della neve, delle curve, dei pendii bianchi e immacolati ma sentivamo che stava sempre più male, ogni giorno per alcune ore ci sembrava odiasse tutto quanto di più caro aveva.
Usciva di casa vestito come lui dice “da scemo” tuta rossa, piena di patacche con strani nomi, cappellino che non arriva neppure a coprire le orecchie e un’aria cupa, torva, negativa.
E noi sempre lì nel secchio ad aspettare.

Poi ieri è tornato a casa alle 2 e ci ha preso per gli occhielli delle scarpette.
È sempre un bel segno.
Il significato è: “si va a sciare” anzi si va a curvare, anzi si va a danzare”.
Ci ha accompagnato a un paio di sci rossi, corti e leggeri. Li conosciamo bene e ci divertiamo a far virgole. Noi stiamo in mezzo e chiacchieriamo con l’umano di sopra e con gli sci di sotto. Loro stanno attenti noi siamo più rilassati, sappiamo bene cosa fare e come farlo.
In modo dolce, plastico dice l’umano.
In seggiovia mentre dondolavamo gli abbiamo dato un’occhiata e lo abbiamo riconosciuto. È sempre lo stesso quando è sereno, ma dobbiamo dire che ogni volta che vedeva un’altra tuta rossa si rabbuiava. Forse gli tornavano a mente i crucci di quest’inverno.
Crucci non voluti ma trovati per strada, crucci dovuti all’ignoranza, all’arroganza dell’ignoranza.
Sa dove andare per trovare neve buona, poche persone e allora è la magia per tutti noi, scivola leggero, sicuro.
Noi negli anni non siamo cambiati, si un po’ di segnacci, di tagli, un po’ sporchi ma lui e lo diciamo noi che lo aiutiamo a sciare, lui scia meglio che anni fa.
Ha abbandonato inutili concetti, capendo che erano dettagli non la sostanza o meglio glielo hanno fatto capire le ginocchia. Per due anni lo hanno fatto tribolare, uno in particolare e il buffo è che era quello sano. Insisteva con quella sciata “falsa” che però dava i suoi risultati estetici. Lo additavano come bravo, elegante, ma quanto abbiamo dovuto aiutarlo noi e le ginocchia. Le seconde ne hanno avuto abbastanza prima di noi e si sono messe a far male.
Ora scia meglio più sicuro di ciò che realmente bisogna fare e il telemark glielo concede.
Glielo diceva da anni ma … se cammini con uno zoppo zoppicherai anche tu.
Zoppica ancora ve lo posso assicurare. Lo fa dopo che ha sciato, o fatto lezione con gli scarponacci da tallone bloccato.
La sera zoppica e ci fa pena perché quando indossa noi non ha più mali e va, vola, accarezza la neve, disegna frasi e versi che dicono poco vedendoli rispetto a quanto lui prova nell’azione.
Anche oggi, anzi oggi abbiamo capito che eravamo in pole position. Noi la prima scelta ci ha agguantato subito il mattino e via a svolazzare per due ore leggero e sicuro. Non crediamo sia borioso e che pensi sia solo merito suo. Sappiamo che sa del nostro valore e ce lo riconosce. Finito di sciare ripone la nostra lingua tra i lembi della scarpetta, spinge in fondo la lingua così che non si accartocci e poi gli faccia male ma poi, il bastardo, ci lascia fuori al gelo. Facendo tutto questo ci guarda e gli occhi dimostrano gratitudine, ma poi zac, freddo glaciale per noi fuori e calduccio della stufa per lui dentro. Il motivo di questa cattiveria?

Sostiene puzziamo. Ora che noi si puzzi è tutto da discutere infatti è lui e i suoi piedi che puzzano. Puzzano alla fine della giornata come il Taleggio che ama mangiare. Questa è ingiustizia pura. A parità di “profumi” uno lo mangia, l’altro lo disdegna.

 

Ieri sera mentre assaporavamo la sensazione che ci avrebbe portato a sciare leggeva sdraiato sul divano un bel libro. Noi come sapete non sappiamo leggere ma ascoltiamo e ricordiamo. Aveva parlato di questo libro al telefono con amici e sapevamo che l’argomento è l’Alaska. La grande Alaska. Gli spazi, la natura e la popolazione che lì vive. La storia è bella perché incuriositi ci siamo messi in collegamento sensoriale con l’umano, proprio come facciamo quando sciamo con lui, e abbiamo capito il valore e bellezza del libro. La bellezza di quel territorio immenso, minacciato da un cretino di nome Trump.
Un burattino, ignorante, miope, tutto soldi e cerone.
Uno dei tanti che ha già distrutto molto e molto ancora vorrebbe distruggere.
A peggiorare le cose questa mattina leggeva il Guardian e ha visto una paio di programmi americani dove i conduttori americani sbeffeggiavano il novello Berlusconi. Altro che novello questo è assai più pericoloso almeno l’altro un po’ di tempo lo perdeva a trombare…. a pagamento!

Abbiamo accompagnato l’umano a sciare. Spesso molto spesso si fermava e guardava le montagne di Livigno, cercava di vederle come quelle dell’Alaska.
A volte ci riusciva spesso no.
In questa Europa sovraffollata sembra essersi perso il senso di comunione con la natura e gli ultimi ad aver perso questo senso son proprio gli sciatori a cui va bene la costruzione di nuovi impianti, nuove piste livellate come biliardi.
Mio dio, qui a Livigno parlano di Olimpiadi, vogliano gli dei greci e alaskiani non si faccia. Quanta distruzione vedremo se ciò accadrà.
È un brontolone, ma da questo punto di vista lo ammiriamo, lo stimiamo almeno finché non ci abbandona fuori porta.

Ora batte sulla tastiera del pc e noi geliamo che finisca presto la sua concione e si ricordi di noi.

Squinc (forma di saluto tra noi scarponi in plastica)

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