tt
The White Planet

SCARICA IL TEST SUGLI SCI LARGHI, test open source

Clicca sulla foto e ti si aprirà il testo sugli sci larghi testati da The White Planet. Il test è “aperto”, infatti invito tutti quegli sciatori che hanno ed usano sci larghi e dai camber strani non considerati nella nostra analisi a inviarci il loro commento. Più presentazioni di sci ci saranno più ampia sarà […]

{More»}

QUESTO EDITORIALE RIMARRA’ PER UN PO’ PER FAR RIFLETTERE E DISCUTERE
Mia madre predonerà ma tocca coinvolgerla e così pure un amico maestro di sci.
Negli ultimi anni della sua vita mia madre, sofferente di molti dolori, cadde in depressione. Ciò non significa che non sorridesse, che non parlasse con noi, che non gioisse di vederci vivere e lei pure ma era depressa specie quando il dolore si acutizzava. Nella mia ignoranza provavo a volte a scoterla finchè un giorno, non so più chi, mi disse che quando si è depressi la cosa peggiore è essere provocati a reagire. Il percorso è assai più laborioso e faticoso per chi vuole aiutare. Si tratta di organizzare piccole cose intorno al malato, coinvolgerlo a vivere – secondo le sue forze – e da lì vederlo riprendere animo. Vita.

Un anno un amico maestro di sci inizò a diventare lento. Ricordo che quella stagione lo prendevo in giro sollecitandolo alle 10,30 a iniziare ad avviarsi verso la pista – distanza 50 metri dal bar – altrimenti non sarebbe arrivato puntuale alla lezione delle 11. Tornai dal mio viaggio in Norvegia e un altro maestro, medico e professore universitario, mi disse che il comune amico era malato. Purtroppo è così da alcuni anni, soffre di Parkinson. Ma ciò che mi sorprese fu quando il medico/maestro mi disse che chi soffre di quella sindrome è l’ultimo ad accorgersi della propria lentezza. Era obbligo di chi gli stava intorno allarmarsi e intervenire.

Livigno inverno 2009/10
Mi aggiro a Livigno in paese e sulle piste e vedo ciò che mi sembrava tipico di stazioni come mi appariva Aprica, Bormio e altre quando ero piccolo. Strade non ricoperte di neve, gente vestita come in città, piste vissute solo da amebe sciistiche. Rimanevo perplesso e mi auguravo che già il week end seguente mio padre ci riportasse a Livigno. Solo lì era montagna. Freddo, avventura ad arrivarci, strade coperte di neve, piste non piste. Inverno, vero inverno e vero sci. Si sapeva che ci si poteva rompere una gamba, cadere e purtroppo – farò sorridere molti – maledizione! mi toccava far scuola di sci. Bacchettate sulle gambe se non facevo quel che voleva il maestro. Una serie di esercizi che solo il signore sapeva cosa potessero servire ….
Forse potrei fermarmi qui. Sì perchè qualcuno potrebbe essere autorizzato a dire che il primo a soffrire di depressione sono io ed è giusto sia così vista la mia età. Sì perchè la depressione colpisce prima di tutto i vecchi. Ok allora, fermatevi lì.
L’alternativa è leggere tra le righe o proseguire nella lettura.
Il mondo della neve è malato di depressione e il telemark e i telemarker non sono esenti da questa sindrome.
Faccio lezione di sci alpino e mi chiedono di aiutarli ad aver più controllo o addirittura che vorrebbero usare gli spigoli. Molto bene, hanno richiesto due delle mille cose che si possono fare con gli sci. Il fatto è che tutti poi muoiono in quella curva che gli riesce facile, armoniosa, che funziona così bene in neve morbida, su quell’inclinazione ideale e poi … e poi che me ne frega. A me basta così! E allora dico NO. E dico no pure a quel telemark sempre uguale che vediamo sempre più spesso. Perchè quelle bacchettate – non che si debbano dare percarità – mi son servite a salvarmi in tante occasioni quando ero fuori equilibrio e volevo continuare a curvare e godere di quella sequenza. Ma non solo, mi hanno permesso o mi permettono di sciare come faccio oggi Un esempio: eccolo qui

Venerdì scorso, una bellissima discesa in neve profonda con due sci larghi come uno snowboard e stavo cadendo o forse me l’ero fatta sotto per la velocità che avevo preso. Non ricordo sta di fatto che mi son salvato così. E cos’è tutto questo. E’ il tesoro di una serie di schemi motori acquisiti in tutta la mia vita di sciatore e poi di telemarker.
Volete vedere i sintomi depressivi del telemark. Eccoli qui:

A sinistra una norvegese con il bacino in anticipazione, a destra un telemarker italiano in eterna rotazione!!!!

Qualcuno dirà che la norvegese sa fare solo quella. Vedere per credere:


In fresca usa la rotazione.
Siamo come quel telemarker italiano, non ci accorgiamo di essere “lenti” abbiamo imparato uno schema e ci basta. Per Diana diamoci una sveglia. Tutti.
Ne ha addormentati tanti la rotazione e la curva fino alla massima pendenza a sci paralleli. No anzi, ne ha addormentati e rallentati tanti. Sveglia, sciamo in mille modi diversi, usiamo tutto quello che possiamo a livello di invenzioni tecniche. Perchè non farlo. Solo perchè da depressi ci sta meglio non sentircelo gridare in faccia? Stiamo facendo la fine dello sci alpino. Semplice e omologato e così tanto si può fare ed insegnare invece

Ero in Varmont a sciare con Paolo, delle gobbe da calarsi in doppia. Solo Paolo Tassi, che non è una cima tecnicamente, riusciva a sciarle. Io avevo la scusa di aver appena riscostruito i crociati. Guardavo dalla seggiovia scendere snowboarder e telemarker e mi domandavo come c…o averbbe potuto scendere gli istruttori nazionali italiani, i maestri specializzati italiani, come si sarebbe potuto cavare un telemarker italico, come potesse mai adattarsi la tacnica italiana a quei tipi di terreni.
E allora un po’ di risposte ai post personalizzate visto che la vera risposta è qui sopra.

 

Nure:

Ne son felice.
Mi ero rotto di sciare a telemark, da oggi in poi scierò Hellas.

Risposta: (è una battuta perchè la frase si riferiva ad altro) prova a mettere qualcosa di nuovo nel tuo telemark

Mariano:
Complimenti Luca hai colto nel segno la mia provocazione positiva , Emilio non fa altro che fotografare la situazione, basta poco per far scattare nei giovani la Voglia di Telemark . La risposta alle tue osservazioni ed anche a quelle di Vivio … è nel reportage fotografico di Carezza. Luca , perchè dobbiamo essere noi a comperare tutte le scarpe da telemark dal 19.00 al 26.00 che sono nei magazzini dei produttori ?????????? Dove sono i tuoi colleghi, o ex colleghi, Istituzionali , che ruolo intendono giocare nello sviluppo e nel futuro del Telemark ??? ciao e buone pighe
Risposta: perchè quelle scarpe interessano solo quelli che fanno rotazione nessuno è stato capace di farle diventare attrattive a chi scierebbe anche in modo più eclettico e moderno.
PS: Sicuramente ci vuole gente come Emilio non ancora depresso, fuori dal giro ma che sia nel giro. Ah, non dimentichiamo che aziende meno depresse aiuterebbe, intendo come umore e non finanziariamente. E poi come dice Paolo Zoller che gli sciatori nuovi, i giovani sciassero e non fossero a metter scarponi ai piedi a chi vuol provare. Ma quelli il loro entusiasmo l’hanno ma purtroppo è indirizzato malamente, non per malevolenza ma per buon cuore. Istituzioni e personaggi istituzionali, parliamo di depressione o convitati di pietra. Io parlo di depressione,s e vogliamo parlare di convitati di pietra conviene ascoltare il Don Giovanni di Mozart, lì c’è il più famoso e carismatico

Seba:
…ciao Luca ,intanto complimenti per il test ti chiedo sepotresti fare un articolo in modo da spiegare le differenze tra “stile italiano” e non byez
Risposta: non ti rispondo non per maleducazione ma basta tu vada da un maestro specializzato e te lo spiegherà, poi se vuoi guardi un po’ di video non italiani e metti il tutto a confronto. Se scamperai dal giudicare chi è più bello e valuterai chi è più efficace capirai. S’intende il migliore è colui che riesce a fare tutto e nel tutto inventarsi il nuovo.

Mariano:
Caro Luca, Volevo complimentarmi con il lavoro che hai fatto nel test, assieme a Paolo. Il risultato che può essere o non condiviso, è comunque un lavoro complesso che lascia il segno, o meglio la traccia. Pubblicato o linkato da quasi tutti i siti che contano. Fa parte di quelli che sono fatti e non …parole… Sono i fatti concreti che riusciranno a far decollare il Telemark Italiano, ed in particolare quelli che spingono nella stessa direzione. Noi siamo giovani, ma tu Luca che ti occupi da vent’anni del telemark italiano , trova la formula per realizzare “IL TELEMARKER IDEALE” che ne abbiamo tanto bisogno per far decollare questa realtà che è comunque in crescita anche se al qualcuno dispiace. buone pieghe a tutti
Risposta: Troppo vecchio e troppo depresso per farmene carico. Tutti potremmo esserlo di già. Rileggi qui sopra.

Mariano:
non credo d’esser d’accordo con te sul discorso “il telemarker ideale”. Dico “credo” perchè non sono proprio certo d’aver capito cosa intendi dire con questo. Per far decollare questa realtà, se mai ha possibilità di decollare veramente più di quanto già non lo sia, l’unica via secondo me è quella che sta seguendo proprio Luca ed il “movimento” di amici ed appassionati che in qualche modo lo asseconda/segue. Non credo possa mai esitere un “telemarker ideale” come non mi pare esista per esempio uno “sciatore alpino” ideale. Io un mio ideale di queste figure lo ho ben chiaro, ma sono abbastanza certo che sia un’idea mia che al limite possa essere condivisibile solo con una piccola parte dell’insieme a cui appartengono. Pensiamo agli ultimi anni: sono arrivati gli sci fat… hanno creato nuovi attacchi, coi cavi di fianco, di sotto, le molle davanti… i telebulldog (io li uso e dite quel che volete non li cambio più!!)… è arrivato l’NTN… e c’è SEMPRE stato Luca che insieme a pochi altri hanno saputo essere sufficientemente “avanti” da prendere in considerazione tutto questo e farcelo conoscere (ed ora anche testarlo in modo approfondito e soprattutto super partes).
Non escludo nemmeno che non sia un po’ anche grazie a questo che vediamo ora questa maggiore attenzione del mercato verso questa nicchia un po’ sfigata di cui facciamo parte… Ricordiamoci le SPT dei primi anni del 2000… i tentativi di incontro con i produttori, su al Passo Stelvio a fine Ottobre… Sicuramente la filosofia che ci sta dietro ha contato qualcosa, fa proseliti, in qualche modo si fa sentire. Il resto… dipende da noi praticanti: più siamo, più saremo!
Risposta: idem come sopra

Viviano:
Ora che mi dettagli così bene questi “adattamenti” del corpo mi accorgo che quando mi salta il pallino di scendere una pista spingendo un po’, mi viene abbastanza naturale modificare i movimenti del corpo in funzione delle forze e dei tempi in giuoco, finendo con l’andare proprio in quella direzione. Interessante!
Risposta: Interessante ma incazzante … con me che non ti ho aiutato ma mi sembrava di essere già stato troppo trasgressivo con lo spazza/telemark! Complimenti per la bimba appena nata, ciao

Francesca:
salta agli occhi il non-ambio. e poi tutte le cose che avete detto (compensazione e rotazione del busto, conduzione, posizione apertissima delle braccia).
sono alla ricerca di un telemark meno faticoso e più efficace, per avere uno strumento più duttile e perfezionato.
dunque, altre idee?

Risposta: copia, ruba dagli altri ma osserva prima di tutto i non professionisti, gli stanieri e prova tutto dappertutto

Max:
Ci provo anch’io, da principiante. Mi verrebbe da pensare che la posizione raccolta e con le gambe piuttosto strette (non solo in apertura telemark) assieme alla contro-torsione favoriscano la velocità del cambio: il corpo ha meno strada da fare per tornare centrale sugli sci, e poi invertire spigolo.
Risposta: Bingo e in quali situazioni ti sarebbe vantaggioso? Allenati a farlo anche dove non serve e poi, voilà, un giorno in quella curva il tuo corpo se lo ricorderà

Conclusione.
C’è un giornalino qui a Livigno, il Restel. Aveva iniziato anni fa come foglio di discussione in una valle e un paese che come tutti quelli di montagna parla solo al bar. Dopo pochi anni è diventato il riproduttore dei bollettini comunali. Il sito di The White Planet, piuttoso di far quella fine, chiude.

A ri-conclusione:
Il telemark mi appare come la Livigno di oggi si affaccia ai miei occhi, omologato, appiattito. Tutti siamo felici o ce lo diciamo e lo sentiamo pure facendo quelle armoniose curve alla stessa identica velocità di sempre.
Diagnosi: SINDROME DEPRESSIVA

Cura: che chi insegna si svegli e insegni tutto, anche una forma di telemark moderno che è possibile a tutti senza sentirsi dei paria, dei violentatori ma anzi. Gobbe, controrotazioni, sterzate con i piedi. Che le aziende ingaggino giovani promoter e investano. Che i siti propongano iniziative fuori dal seminato, che i festival si rinnovino …
Che di Emilio ne fioriscano mille, giovani, liberi da condizionamenti tecnici, guru e compagnia ballante.
Dopo i pasti una mezza occhiatina ai siti italiani – meno di un decimo a The White Planet – una bella occhiata a quelli stranieri ma non quelli sulla tecnica

Effetti immediati: tutto il telemark vedrà lentamente e gentilmente l’uscita dal tunnel della depressione (chi ne è esente non si accorgerà di nulla e men che meno dell’aiuto che ha fornito a tutti noi)

A voi, sparate pure, io non son depresso quindi potete parlare come volete, Luca
Se siete arrivati fio in fondo lo vedere qui sotto, nell’animazione, un bel telemarker

 

SINDROME DA DEPRESSIONE»

QUESTO EDITORIALE RIMARRA’ PER UN PO’ PER FAR RIFLETTERE E DISCUTERE
Mia madre predonerà ma tocca coinvolgerla e così pure un amico maestro di sci.
Negli ultimi anni della sua vita mia madre, sofferente di molti dolori, cadde in depressione. Ciò non significa che non sorridesse, che non parlasse con noi, che non gioisse di vederci vivere […]



Messner, foto … il telemark è nato in Grecia!!!»

Sul sito di planetmountain, l’altro giorno hanno pubblicato un’intervista a Messner. Chiaramente l’argomento era la sua vita alpinistica ma molte delle sue risposte mi son sembrate calzare perfettamente con lo sci fuori pista. Quello sci che qualcuno volontariamente o involontariamente sta facendo diventare attività criminale - chi siano quei tali lo lascio all’interpretazione dei singoli. […]



Un po’ di pepe»

Il contenuto di questo editoriale è strettamente legato alla foto che vedete qui a fianco.
Amelie la ragazza svizzera vince in coppa del mondo le sue belle gare e vince, come potete vedere, per diversi motivi e tra questi due sono abbastanza evidenti: rotazione del bacino ZERO e un vecchio paio di Scarpa TRace (vecchi come […]



Giuliano mi scrive - Test sci fat - Heli in Engadina»

Giuliano Pederiva ha inviato un post di risposta al mio scritto in risposta a Nure. Gli rispondo con un post che segue al suo. Se vi interessa seguire e leggere andate ai post. In ogni caso grazie Giuliano.
Nei giorni scorsi insieme a Paolo e Mocki abbiamo provato diversi sci fat e ci siamo fatti delle […]



Risposta a Nure»

Rsipondo a Nure che ha inviato un post, anzi due relativamente ai test sugli scarponi.
Ciao Nure, cose mi dici di tutti i test che hai letto per anni? Ti piacciono quelli? Erano e sono pieni di voti. Sapendoti critico ed intelligente sono sicuro che risponderesti: “No”! E allora perchè aggiungere al tuo commento, apprezzato e […]