ANALISI-PARALISI

ANALISI-PARALISI

Nonostante qualcuno ci abbia provato e forse ci sia riuscito, è praticamente impossibile imparare a sciare leggendo un libro. Oggi capita di imbattersi in sciatori che non hanno mai provato, ma che dichiarano di aver visionato molti film su YouTube e quindi non sono definibili come principianti! Farà ridere ma è vero, mi è capitato facendo il maestro di sci. Ma non scordiamoci che non c’è niente di meglio di una lezione sulla neve. Anzi, un corso, perché in una lezione c’è troppo poco tempo per introdurre tutti gli argomenti ed esercitarli. Se mai qualcosa di questo libro vi colpirà o vi interesserà, uscite da soli e provate, ma considerate un argomento alla volta. Provate quell’argomento inserendolo nella vostra sciata. Non potete stravolgere ma è possibile modificare ciò che fate.
Quando faccio lezione parlo troppo. Descrivo troppo. Ma so che l’allievo non potrà riuscire dicendosi “Ora questo, adesso questo e poi ancora questo?” Leggete Dolores. Non si può sciare con la logica. Bisogna utilizzare altre vie. Quelle delle sensazioni. Ciò è tanto vero che posso portarvi una testimonianza personale, anzi due.

Giappone 2012

Una personale in quanto sciatore, una in quanto maestro! Ottobre Rosso allo Stelvio, un week-end d’incontro tra telemarker per aprire la stagione, organizzato da The White Planet. Anche per me è la prima sciata dell’anno.
Ebbene scio sempre meglio quel giorno che l’ultimo della stagione. A fine stagione sono così abituato ad avere la testa piena di particolari tecnici o difetti che ho osservato negli allievi e conseguentemente trucchi tecnici e pratici per aiutarli a correggersi, che anch’io scio con la logica. La prima discesa dell’anno non mi ricordo nulla. So solo che devo cambiare gli spigoli e appoggiarmici. E poi c’è tanta voglia di scivolare e questo fa la differenza.

Giappone 2012

Il secondo episodio è accaduto l’inverno scorso. Ero riuscito a spiegare come fare e cosa sentire a una signora svedese che aveva molta paura di sciare. Ma le piaceva l’idea di farlo. Insomma un bel personaggio per chi insegna. In ogni caso, per fortuna o per corretta comunicazione scendeva sempre meglio. Controllava l’equilibrio. Si concentrava sugli appoggi, era lei che decideva di appoggiarsi allo sci destro o sinistro e così…io la vedevo girare e lei spalancava gli occhi sentendo e provando piacere a scoprire che poteva scegliere il piede destro o sinistro e non cadere. Sentire equilibrio, controllare la velocità e girare.
Durante una discesa, io davanti a lei a marcia indietro e lei in avanti poco lontano, a un certo punto ho cambiato involontariamente la comunicazione. Invece di continuare a dirle appoggiati di qui, indicarle il piede e di accentuare con il mio corpo il movimento laterale, ho iniziato a dirle: “Scegli il piede destro e ora il sinistro” Mi ha subito sgridato: “No, no, nè destra nè sinistra, non ci capisco più niente. Lasciami fare come prima. Lasciami scegliere sentendo!” E ha continuato da sola.
Non scordiamoci: “Analisi Paralisi”

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