BATTERE LA FALCE, SPALARE LA NEVE, CUCIRE UNA VELA

BATTERE LA FALCE, SPALARE LA NEVE, CUCIRE UNA VELA

C’è un concetto che mi interessa da anni e mi piacerebbe approfondire con esperti in materia, filosofi, fisici: il concetto di tempo.
Credo ci sia un tempo cronologico identico per tutti. In questo momento sono le 14,25 e lo è per tutti, almeno in Italia. Ma tra le singole persone c’è un tempo diverso. Il tempo personale.
Ho provato a ricorrere a Wikipedia e ho tratto solo delle indicazioni su titoli di testi e trattati. Ho provato ad affrontarne uno ma ho gettato la spugna dopo venti pagine. A interrogarmi ancora di più e altrettanto confondermi un recente articolo di un fisico che spiega – mi scusi ma non ho capito molto – che secondo la fisica quantistica il fattore tempo è inesistente. Il tempo non esiste. Mi ritrovo sempre più curioso e perso nella materia del mio curiosare.
Quel che so è che due prodotti del concetto tempo mi sono odiosi: l’orologio e la velocità.
L’orologio credo sia stata una delle invenzioni più utili all’uomo, ma anche più terribili. Forse ha segnato l’inizio della fine dell’uomo in grado di sentire e guardare il sole e la natura per dar luogo alla nascita dell’uomo che solo guarda il quadrante o il video di un PC. Oggi tutto è misurato con l’orologio. Nei telefonini l’orario c’è sempre e sempre gli diamo un’occhiata.
Odio l’orologio perché è uno strumento di cui posso e so fare a meno durante 7 mesi dell’estate e di cui invece sono schiavo mesi dell’inverno. I mesi della mia professione di maestro di sci. Insegno a ore. Che schifo. Si insegna per passione e si vendono ore di lezioni. Ogni risalita devo guardare l’orologio per capire quanto manca alla fine di questa per potermi spostare dall’altro cliente. Cliente è un prodotto dell’orologio. Per me è un allievo, ma a cliente lo riduce l’orologio.
La velocità la si misura con l’orologio che segna il tempo. La velocità è la volgarità dell’epoca che vivo. La velocità può essere nobile se abilità, ma oggi è volgarità.
Il più bravo sciatore è chi va più veloce? No quello viene stabilito dall’orologio e se si ha bisogno di questo strumento si è parte di quel mondo che mette la competizione al centro di tutto e quindi ha bisogno di misurare. Ma il vero misurare è altro, credo.
Velocità oggi è produttività.
Per anni ho vissuto in una tea sommersa dalla neve. Il primo inverno lo spalare la neve fu duro e mi risolsi all’idea di acquistare una fresa meccanica. Per fortuna, dato che tutt’intorno alla casa il terreno non era livellato, capii che la fresa non sarebbe stata un gran vantaggio e così continuai a spalare la neve.
Un anno era così tanta che spala oggi spala domani si formò una trincea. Continuava a nevicare e sbadilare divenne sempre più faticoso ma anche artistico. Dove gettare la pesante palata? Quanta neve raccogliere? SE ne caricavo molta ero produttivo ma mi costava poi molta fatica gettarla all’insù. Alla fine mi accorsi che l’equilibrio tra efficacia della badilata, quantità e tipo di neve, le mie forze producevano del bello. La trincea che ne risultava era di una pulizia ineguagliabile.
Arrivato in paese, vedere le frese meccaniche e le pale rombare e muovere masse di tonnellate di neve non mi fece più invidia, ma bensì pena. Pena per dove ci siamo ficcati. Gli sgorbi e scempi fatte dalle lame di quei pachidermi non avevano nulla se non l’efficacia dettata dall’orologio. Più veloce, meno ore di gasolio di palista tutto risparmio. Tutto orrendo.
L’estate non era la neve ma l’erba a misurare le capacità del sottoscritto. Cresce anche se stentatamente a Livigno e all’altezza dove vivevamo. Avevo una falce, ma la lama perdeva il filo assai rapidamente e così acquistai un decespugliatore. Rapido, efficace e meno male di braccia e schiena. Ma già vedere i fili d’erba strappati e sfilacciati non mi piaceva. Il filo d’erba non era reciso netto come con la falce.
Mi ricordai di quei contadini di Livigno che le ultime ore della sera le trascorrevano seduti a battere la falce. Avevo i due attrezzi, martelletto e una piccola incudine che viene inserito nel terreno. Mi sedetti e iniziai non sapendo bene da dove. Ma con un po’ di arguzia e qualche martellata data dove non serviva capii quel poco che mi permise di avere un filo migliore. Cosa capii? Capii la bellezza del tempo necessario a eseguire quel lavoro. Da lì ad essere bravo ci passava una vita, quella vita che diventa più piena anche – non dico certamente solo – quando si è compreso il bello di battere la falce.
Battere la falce è rompere la monotonia del falciare l’erba e falciare l’erba è spezzare la monotonia di battere la falce. Ma l’uno e l’altro hanno tempi misurabili con l’altezza del sole, col sudore, col dolore se volete. Questo è il “tempo” che mi interessa, non è certo quello dell’orologio.
Un altro lavoro manuale terribile è cucire una vela. E’ terribile perché gli aghi non hanno una punta acuminata, ma tonda. Il concetto è che quella punta trovi gli spazi nella trama del tessuto così da non recidere le fibre della vela. Quando si ha a che fare con una cucitura vicino a punti rinforzati da più strati di tessuti, penetrare quella massa è faticoso e doloroso per il palmo della mano che deve far forza.
Eravamo in Spagna con una bellissima barca e un pomeriggio si strappò il punto di scotta di un enorme fiocco. Eravamo in tre a bordo e decidemmo per una riparazione-cucitura che per dimensioni e spessore degli strati da penetrare con l’ago scoraggiava già di per sé stessa. Il primo fu il proprietario della barca. Uomo malato di velocità legata all’efficienza, perché lui mostra così le sue doti superiori. Dopo un’ora, con la scusa di dover visitare degli amici, sparì col gommoncino. Rimanemmo in due e ci demmo il cambio per le restanti quattro ore. Personalmente avrei preferito rimanere da solo. Era dura e spesso deprimente l’essere così incapace per mancanza d’esperienza, ma era bello. Aveva il suo tempo ed era utile.
Battere la falce, spalare la neve, cucire una vela, andare col vento, andare col pendio. Mi piace pensare siano loro i veri orologi.

Tutti i racconti già pubblicati li potete trovare in questa SEZIONE

Tutti i racconti sono rilasciati con licenza:
Cc-by-nc_icon

1 2 3 80

Login

Navigando su questo sito, l'utente accetta l'uso dei cookie. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi