Risposta a Nure
By Luca • Jan 12th, 2010 • Category: EditorialeRsipondo a Nure che ha inviato un post, anzi due relativamente ai test sugli scarponi.
Ciao Nure, cose mi dici di tutti i test che hai letto per anni? Ti piacciono quelli? Erano e sono pieni di voti. Sapendoti critico ed intelligente sono sicuro che risponderesti: “No”! E allora perchè aggiungere al tuo commento, apprezzato e arricchente: “… se non avessi dato i voti il test sarebbe stato più valido …”. Forse non hi letto bene, il test ha o voleva evidenziare quali sono i punti forti di ogni scarpone e abbiamo - ho - precisato che al momento non esiste scarpone ideale ma che forse per noi - per me - il T2X è quello che ha più “parti” vicine al nostro ideale.
Ti confesso che scrivendo quanto ho messo sul sito temevo che Scarpa si arrabbiasse con me. Così non è stato. Vedi per esempio il giudizio migliore sul modello NTN di Crispi rispetto ai modelli Scarpa. Nessuno si è arrabbiato, forse hanno capito che l’analisi era ed è profonda, super partes. Sarebbe stato più facile per me dire come tutti fanno che sono tutti ottimi, belli, precisi etc. Ma il mio intento non era quello di farmi dare gli scarponi dalle aziende e poi usarmeli per il mio tempo libero.
Quel che non capisco ma è sicuramente uno dei grandi problemi della comunicazione è quanto asserito nei test, specie quello sugli scarponi: “Lo scarpone ideale non c’è, particolarmente per chi usa una tecnica italiana”. Cosa dovevo dire in più ? Aiutami tu. Il mio intento era ed è aiutare a capire che certe tendenze non funzionano e non funzioneranno mai. Il messaggio era duplice. Uno, tu sciatore apri gli occhi; voi, aziende saperte dove state andando e dove ci state portando? Ho fatto un cattivo servizio? E il servizio sarebbe stato completo non mettendo i valori di orni scarpone. Li faccio, li miglioro con Scarpa. Scio a telemark da un po’, sono Istruttore Nazionale di telemark e qualcosa di tecnica ne capisco - che poi la sappia mettere in pratica è un altro paio di maniche - e allora mi sono illuso di poterne scrivere a ragion veduta e perchè no, dire pure che alcuni attrezzi ci aiutano altri no. Troppo forse e alla fine forse anche tu avresti preferito una bella classifica con tutti a punti pieni. Non sarei stato onesto con chi è pronto a leggere per capire e con me stesso.
Che poi lo scarpone ideale sia quello che non fa male … bhè non ho considerato che dovevo partire dall’ABC.
Che stanchezza. Son proprio stanco e mi domando sempre più spesso chi me lo faccia fare. La passione? Si la passione non di sciare a telemark ma di continuare a far lavorare la testa e trovare delle risposte; la mia strada così come ognuno trova la sua in neve profonda.
Ciao e saluta tutti quelli che usano scarponi duri, con la caviglia bloccata che non li porteranno mai da nessuna parte.
Luca
PS: hai ragione sul look vecchio degli scarponi, specie di Scarpa … ma funzionano







Wow, in Luca la passione è decisamente più viva che mai!!!
Bellissimo sentire Luca così forte e deciso nel difendere le sue ragioni in merito al grande lavoro del test, lungo e difficile da parte di chi ha testato come Paolo ma, e di questo sono certo, difficilissimo da parte di chi ha scritto, di chi ha trovato le parole giuste per le diverse peculiarità di ogni attrezzo, classificazioni, scelte diverse rispetto alle personali certezze, compromessi con i testatori; c’è un però, riguarda proprio questo fuoco con cui Luca ha scritto a Nure e qui pongo una domanda ai lettori: è meglio la critica o l’indifferenza????
Personalmente preferisco la critica per un unico motivo, chi critica positivamente o negativamente, in maniera costruttiva o non, ti stà comunque prendendo in considerazione, leggendo quello che produci, parlandone con gli amici e poi scrivendo e quindi mettendosi in gioco, a volte senza essere preso in considerazione e a volte finendo nel vortice; anche per chi critica credo che il non essere preso in considerazione sia la cosa che fa più male; morale: dopo più di vent’anni di attività e passione Luca si scalda ancora per due parole dette anzi, scritte, invece di ringraziare chi, NOME e COGNOME interviene alle discussioni. Fossi in Luca me la prenderei invece con tutti quelli che stanno a guardare e criticano dal buio, me la prenderei semplicemente scrivendo di loro e quì lancio una proposta, Ingy Nocchi potrebbe essere il mezzo ideale per dire ironicamente quelle piccole cose che potrebbero farci stare meglio.
Dopo anni di buio Nure ha deciso di fare quello che ha sempre fatto quando era giovane e i capelli gli segnavano la fronte, quella cosa che lo teneva impegnato diverse ore il lunedì mattina nel raccontare agli amici le posizioni, i centimetri, quante volte lo hanno fatto il sabato e quante la domenica, il sù e il giù, il + sù e il + giù, pelle su pelle, l’ansia da prestazione, le sudate e la spossatezza del dopo; per ritrovare tutto questo si è iscritto agli Scufons. (telemark & freeride)
Ciao e buone pieghe a tutti tranne che a uno Giuliano.
Caro Giuliano
ti ringrazio per la risposta e per la tiratina d’orecchi relativa al preferire chi scrive a quelli che tacciono. Bhè se devo dirti la varità quelli che tacciono non li considero neppure. Anzi li ho scordati e certo se scrivo non è per quelli ma per chi scrive e risponde. Quelli che non scrivono sono quelli che non vengono a sciare con te o me perchè bisogna pagare i professionisti e allora e più facile farseli “Amici” e scroccargli sciate insieme. Guarda qui a Livigno ce n’è una bella fetta di ricchi che se ne vanno a spasso a sciare con buoni di cuore e buoni sciatori così hanno la traccia fatta in salita, in discesa e magari tagliano loro per primi il pendio e magari son pure del Soccorso Alpino così non c’è problema se arrivano i carabinieri. Ma potrei andare avanti per un pezzo ma rimando a più avanti in un editoriale.
E allora dirai perchè incapponirsi così. Perchè il lavoro fatto è quantomeno grosso e io penso di qualità ma su questo tutto è opinabile e nel volume di quanto scritto terminare un post dicendo: “Se non mettevi i voti era meglio (o qualcosa di simile) è proprio superfluo, inutile non aggiunge nulla. Io l’ho fatto e ciò non riduce il valore del test in termini di analsisi.
Ma aggiungo qualcos’altro relativo ad un altro post sempre di Nure. In un altro scrive: “Federico, Crispi non ha per niente abbandonato il segmento solo che ha minor distribuzioni a livello Italia”. Chi è Federico? Forse Nure ci teneva a farci sapere che lui conosce il proprietario di Crispi? Nure ha un rapporto privilegiato con Crispi? Lavora per Crispi? Se così fosse allora caro Nure lasciar parlare bene di Crispi da un uomo Scarpa. E’ più bello. Se invece Nure ci voleva informare di una sua amicizia … cosa volevi comunicare? Il tuo post valeva anche senza quell’aggiunta. Ma magari volevi fare un po’ lo sborrone?
Caro Luca,
Volevo complimentarmi con il lavoro che hai fatto nel test, assieme a Paolo. Il risultato che può essere o non condiviso, è comunque un lavoro complesso che lascia il segno, o meglio la traccia. Pubblicato o linkato da quasi tutti i siti che contano. Fa parte di quelli che sono fatti e non …parole… Sono i fatti concreti che riusciranno a far decollare il Telemark Italiano, ed in particolare quelli che spingono nella stessa direzione.
Noi siamo giovani, ma tu Luca che ti occupi da vent’anni del telemark italiano , trova la formula per realizzare “IL TELEMARKER IDEALE” che ne abbiamo tanto bisogno per far decollare questa realtà che è comunque in crescita anche se al qualcuno dispiace.
buone pieghe a tutti, Mariano
Ahah, evviva! Flame anche su WhitePlanet! =)
My two cents, rispondendo un po’ a “settori”:
@Giuliano: meglio la critica, sicuramente.
Tempo fa Luca stesso lamentava proprio una certa, presunta, indifferenza generale, palesata dal fatto che il sito veniva solo guardato ma nessuno mai scriveva nulla a commento, salvo qualche raro caso.
Pare proprio sia riuscito a correggere questa tendenza con questo lavoro di test attrezzature, e ben vengano le critiche soprattutto quando l’argomento è così aperto ad esperienze e pareri personali.
Ma criticare è un’arte difficile (e rispondere alle critiche poi forse ancora di più). Oggi poi parole come “discussione” o appunto “critica” vengono intese più come sinonimo di “litigio” o “attacco”, quando invece sarebbero un po’ un’altra cosa, e criticare è diventato mestiere ancor più delicato.
Per questo necessita di ancor più dedizione ed approfondimento.
Muovere una critica sulla comodità/calzabilità degli Scarpa per esempio secondo me è abbastanza senza senso. E’ concentrarsi sull’ABC - come dice Luca - quando il test sta cercando di andare altrove. Per me ad esempio lo Scarpa è una pantofola, dove il Crispi mi risulta un po’ scomodo… Ognuno ha il piede suo, e questo mica può essere recensito!
Ma soprattutto dire soltanto “Se evitavi di dare i voti questo test poteva sembrare + credibile.”, senza argomentare i motivi di questa affermazione, risulta un po’ antipatico, no?
Spiegare il perchè, insomma, sarebbe utile per elevare a “critica cosrtuttiva” ciò che così appare invece più una critica un po’ antipatica, fine a sè stessa… sicuramente inutile.
Se poi ci aggiungiamo sottili insinuazioni di, diciamo, poca sincerità di Luca perchè lavora per Scarpa, dopo un test dove dimostra di non aver fatto proprio tutto tutto l’interesse di Scarpa… ecco che allora il buon Luca tira fuori anche un po’ crudamente la sua “passione”, e secondo me ha ragione nel farlo.
@Luca: Federico semplicemente è colui che ha scritto il post a cui Nure sta rispondendo. Quello che, insomma, ha postato prima di Nure.
Qui: http://www.thewhiteplanet.it/2009/12/04/lo-scritto-sugli-scarponi-in-edizione-piu-elegante/
@Mariano: non credo d’esser d’accordo con te sul discorso “il telemarker ideale”. Dico “credo” perchè non sono proprio certo d’aver capito cosa intendi dire con questo.
Per far decollare questa realtà, se mai ha possibilità di decollare veramente più di quanto già non lo sia, l’unica via secondo me è quella che sta seguendo proprio Luca ed il “movimento” di amici ed appassionati che in qualche modo lo asseconda/segue.
Non credo possa mai eistere un “telemarker ideale” come non mi pare esista per esempio uno “sciatore alpino” ideale.
Io un mio ideale di queste figure lo ho ben chiaro, ma sono abbastanza certo che sia un’idea mia che al limite possa essere condivisibile solo con una piccola parte dell’insieme a cui appartengono.
Pensiamo agli ultimi anni: sono arrivati gli sci fat… hanno creato nuovi attacchi, coi cavi di fianco, di sotto, le molle davanti… i telebulldog (io li uso e dite quel che volete non li cambio più!!)… è arrivato l’NTN… e c’è SEMPRE stato Luca che insieme a pochi altri hanno saputo essere sufficientemente “avanti” da prendere in considerazione tutto questo e farcelo conoscere (ed ora anche testarlo in modo approfondito e soprattutto super partes).
Non escludo nemmeno che non sia un po’ anche grazie a questo che vediamo ora questa maggiore attenzione del mercato verso questa nicchia un po’ sfigata di cui facciamo parte… Ricordiamoci le SPT dei primi anni del 2000… i tentativi di incontro con i produttori, su al Passo Stelvio a fine Ottobre…
Sicuramente la filosofia che ci sta dietro ha contato qualcosa, fa proseliti, in qualche modo si fa sentire.
Il resto… dipende da noi praticanti: più siamo, più saremo!