Messner, foto … il telemark è nato in Grecia!!!
By Luca • Jan 18th, 2010 • Category: EditorialeSul sito di planetmountain, l’altro giorno hanno pubblicato un’intervista a Messner. Chiaramente l’argomento era la sua vita alpinistica ma molte delle sue risposte mi son sembrate calzare perfettamente con lo sci fuori pista. Quello sci che qualcuno volontariamente o involontariamente sta facendo diventare attività criminale - chi siano quei tali lo lascio all’interpretazione dei singoli. Ma se nessuno, per ora, si sogna di intervenire nel mondo dell’alpinismo in modo così punitivo e criminalizzando chi scala magari malamente e rischiando non capisco perchè invece sugli sciatori di fuori pista tutti, a cominciare dai poliziotti e carabinieri per poi proseguire, tutti si devono accanire. Forse è perchè è più semplice sciare fuori pista che scalare, forse perchè per scalare ad alto livello ci si deve allenare e avere doti che non tutti forse hanno mentre per sciare in neve profonda non si deve essere dei fenomeni e qualcuno si può sentir fenomeno solo divenendo paladino dei divieti e delle esclusività proprio perchè solo così può emergere. Leggete e ditemi se sostituendo alle parole scalata, alpinismo quelle come sci fuori pista e neve fresca il ragionamento non fila esattamente nello stesso modo:
Messner: “L’alpinismo si pratica in un mondo arcaico dove non ci sono leggi, ma proprio per questo non c’è quasi rimedio agli errori. È una vita anarchica che chiede di assumersi la responsabilità di ciò che si fa”
Messner: “Non condivido neppure la filosofia secondo cui un alpinista che muore in montagna è in qualche sorta un eroe. No: se l’alpinista muore è solo una disgrazia. E la sola cosa da fare è prendersi cura di chi ha lasciato io non mi farò mai giudice delle scelte altrui”
Intervistatore: “La vera avventura, scrive lei, è quella dove non è garantito il ritorno. Quale è allora il valore della vita per Reinhold Messner?
«Non è che la vita valga meno se la si mette in gioco o ci si espone al rischio di perderla. Andare in zone pericolose è un modo per vivere più intensamente. Del resto oggi le metropoli sono molto più pericolose della cima dell’Everest. Abbiamo impiegato migliaia di anni per metterci al sicuro, ma il sentimento di insicurezza non fa che crescere»
Intervistatore: “Ancora in La mia vita al limite, lei scrive “la felicità non mi ha mai creato problemi”. Un’espressione bellissima e oscura. La vuole spiegare?
«La felicità raggiunta è una cosa noiosa. Anche il sapere e l’avere lo sono. È molto più interessante arrivarci; progettare, cercarla, la felicità».
Foto
L’idea balzatami in mente ieri sera guardando la posizione dell’atleta svizzera di coppa del mondo di telemark mi sembra possa diventare argomento da riproporre con altre foto di telemarker che hanno atteggiamenti tecnici errati o penalizzanti. Ivo e Viviano hanno mandato la loro analisi e proposta a cui ho risposto. A breve altre foto di atteggiamenti molto comuni, riproporrò la domanda di chi sa individuare l’errore e magari giustificarlo.
Come leggete dal titolo lo scoop è fatto. Abbiamo le prove che il telemark è nato in Grecia, per l’esattezza nella Grecia antica. La scoperta è dovuta ad una sottile analisi che ha richiesto un lavoro quale realizzare un puzzle. Una tessera dopo l’altra ci ha permesso di arrivare alla nostra conlusione, inoppugnabile. Per correttezza prima di pubblicare la foto che spiegherà tutto abbiamo inviato la stessa alla responsabile del Museo dello Sci di Oslo. Oltre che anticiparle la tragica notizia che non sono stati i norvegesi abbiamo voluto chiederle un parere ma soprattutto la conferma di ciò che pensavamo e ora siamo certi. Pochi giorni, che ad Oslo si riprendano e poi la foto.
Ciao





Ne son felice.
Mi ero rotto di sciare a telemark, da oggi in poi scierò Hellas.
Una genuflessione al cospetto degli dei dell’Olimpo!