AIUTI PER IL LETTORE, PER IL TELEMARKER E PER ME

AIUTI PER IL LETTORE, PER IL TELEMARKER E PER ME

Sto leggendo un saggio, pesante, complicato ma interessante, il Cigno Nero di Nassim Taleb. Attingo ad alcuni concetti descritti per aiutare i tre soggetti in ballo: il lettore, il telemarker e me.
Nel libro ci sono racconti di vita e spiegazioni di argomenti di economia. Il binomio che Taleb propone e le sue idee le utilizzo per delle spiegazioni – del mio punto di vista e di sentire – al lettore-sciatore e al telemarker-/sciatore.

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Lettore: tutto quello che vi propongo è vero, perché non è vero!
Cosa voglio intendere? Leggete e capite ma subito dubitate. Solo una vostra analisi del concetto e la sua prova vi diranno se è vero. Il processo è: vediamo se tale concetto o proposta tecnica è vera partendo dal presupposto non che lo sia.
Questo vi terrà lontano da un sacco di trappole. Vi farà risparmiare tempo, soldi (in lezioni) vi renderà soggetti attivi nel processo dell’apprendimento. Deve essere un modo mentale, non un atteggiamento polemico. Sfuggite dalla trappola di volerlo discutere, obbiettare. La discussione deve avvenire dentro di voi. Il processo dell’apprendimento è lungo e richiede, oltre al tempo, la vostra disponibilità.
Far lezione da “Tizio”, il guru (parola che odio) vi offrirà un enorme piacere lì per lì, ma l’eventuale valore delle sue proposte è equivalente a zero se non vi concedete un margine di dubbio.
Le deduzioni tecniche a cui sono arrivato sono forse merito di una personale attitudine mentale (educazione?,lettura? etc.?) a sottoporre ciò che mi veniva proposto sciisticamente e non solo a questa verifica del: “vediamo se non è vero per capire se è vero.”
Per i telemarker:
Prendiamo l’attuale “successo” tecnico dell’imprinting proposto da Telemark Snow Events. Il successo promozionale è un altra faccenda e non la discuto, anzi la reputo una risorsa per il telemark perché l’iniziativa e l’energia messa da queste persone avvicina gli sciatori al telemark. Discuto la proposta tecnica in quanto essere una proposta non vera!
Assolutamente non sta in piedi.
Eticamente disonesta e diseducatrice.

Lo schema didattico è basato su quattro esercizi. Il primo è camminare in piano, il secondo eseguire delle diagonali a sci paralleli sentendo il peso appoggiato allo sci a monte; il terzo sta nel fare altre diagonali sentendo il peso a monte ma in posizione telemark; il quarto è eseguire un passo da una posizione telemark all’altra per curvare.
Vediamo un po’.
Gli esercizi uno, due e tre sono semplici esercizi allenanti e va bene, ma il quarto “Il passo in curva” – che fa girare è un po’ come dire ad un bambino: “Alzati e cammina”. Ma la vera prova che non sia valido la danno le stesse persone che la propongono e conducono l’imprinting.

Ho assistito a una dimostrazione del metodo e poi ne ho osservate e ascoltate altre proposte dai promoter. Tutte le volte chi le conduce termina dicendo una delle seguenti frasi:
– Sei un telemarker!
– Hai fatto una curva a telemark!
– Sai fare telemark!
In effetti non lo dicono agli allievi, ma bensì a loro stessi per convincersi di essere loro stessi dei telemarker. Lo sono in parte per via dell’attrezzatura che usano, ma non essendo tecnicamente preparati non sanno di cosa parlano. In più non sapendo sciare a telemark – basta guardarli quando sciano – uniformano verso il basso, il loro, il livello di chi prova ed è entusiasta in quel momento.
Dopo una camminata in piano, due diagonali in posizione telemark passano alla proposta di camminare in curva e “bingo”: “Sei un telemarker”.
La curva è assai più complessa e non è il prodotto di voler curvare.
Lorenz * Konrad Zacharias Lorenz (Vienna, 7 novembre 1903 – Altenberg, 27 febbraio 1989), l’etologo che per primo ha utilizzato la parola imprinting aveva notato che affiancandosi a degli anatroccoli appena nati in acqua e a cui erano stata tolta la madre, gli anatroccoli la sostituivano e prendevano lui come immagine della madre. Non imparavano a nuotare. Lorenz nuotava a rana e loro non iniziavano a nuotare a rana. Si limitavano a seguirlo.
L’imprinting tecnico non esiste. Se Lorenz immaginiamo zoppicasse gli anatroccoli uscendo dall’acqua e camminando non si sarebbero messi a zoppicare.
Il problema dell’imprinting TSE è che chi lo dimostra zoppica e chi lo impara così impara a zoppicare.
La prova? Da alcuni anni il livello stilistico e tecnico dei telemarker è calato. Una volta c’era uno stile più naturale e fluido, oggi ci sono tanti anatroccoli zoppicanti. Rotazioni infinite, appoggi precari. Sempre e solo curve larghe e lunghe e sempre più fatica (vedi più avanti perché il telemark non contagia). La riprova? Ha fatto scalpore una “serpentina” eseguita in sincrono da due Istruttori Nazionali e visibile su YouTube. Ha fatto scalpore perché molti motivi:
1) perché non si vede quasi nessuno far serpentine;
2) perché è fatta con stile ed efficacia;
3) Più importante. Lo scalpore è legato all’eleganza di quella serpentina. Un modello che non si vede più e men che meno tra i promoter di TSE.
Ha colpito l’originalità di una serie di curve strette che rarissimamente si vede ma che soprattutto iniziando con l’imprinting (mi scusi Lorenz) diverrà difficilissimo fare anche in futuro. Spero che quel filmato abbia saputo far dubitare chi lo ha visto delle proprie capacità così come quelle di chi li ha introdotti al telemark. Spero che se ciò è stato percepito anche solo a livello d’inconsapevolezza possa diventare invece anche consapevolezza.
Pensare che in quattro passaggi si impari è ridicolo. Asserire che l’imprinting di TSE funzioni è subdolo intellettualmente e insulta chi fa telemark da tempo e ha appreso col tempo, chi lo insegna come lavoro e diseduca chi lo approccia così!
L’azione di TSE basata sull’imprinting ha “successo” perché è l’unica azione promozionale di questo sport che peraltro ha zero ribalta.
Ma quest’unica ribalta è uno dei tanti motivi per cui il telemark non cresce.

A dimostrare questa tesi mi viene in soccorso ancora una volta il saggio di cui dicevo. Nel libro a un certo punto si dimostra e sostiene che una categoria per essere contagiosa deve andare d’accordo con la nostra natura.
Nella nostra natura moderna oggi ciò che contagia è velocità, risparmio forze (non far fatica), immagine moderna. Diciamo anche che l’epoca moderna è avversa a stile ed etica.
Allora proviamo a considerare il telemark alla luce di queste caratteristiche.
È veloce? No!
Fa risparmiare forze? No, se ci atteniamo alla sciata più recente!
È alternativo? Oggi no. L’originalità che poteva essere un valore la si è bruciata nelle feste folcloristiche.
Ma aggiungo che noi stessi non ci crediamo in termini di categoria contagiosa, perché abbiamo sostenuto (o molti hanno sostenuto a lungo) che è libero. Che si fa come si vuole, come viene. Questo sottintendeva che non bisognava avvicinarsi a un modello stilistico e/o a un’etica e oggi grazie a TSE neppure una tecnica.
Tutti noi eravamo convinti della superiorità del telemark perché tecnica libera. perché si fa ognuno come gli viene.
Questo valore iniziale è divenuto un disvalore.
Oggi il telemark non è contagioso oltre vuoi perché non c’è il campione, perché l’opinione comune è che sia faticoso e tanti altri motivi, ma io metterei come prima causa perché è libero. Se è libero ognuno lo fa, insegna, propone diversamente.
Tutto è consentito. Il che sarebbe positivo se si vedessero dei risultati positivi. In altre parole sciatori eleganti ed efficaci. Cosa che non corrisponde alla realtà.
L’imprinting di TSE contribuisce al non decollo del telemark stesso. L’imprinting è come l’asilo nel percorso scolastico di un ragazzino. Purtroppo fa credere che dopo l’asilo non ci siano neppure le elementari.
Come dice De Andrè in “La canzone di Maggio “…anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”!
E lo ricordo pure a me stesso.

Tutti i racconti già pubblicati li potete trovare in questa SEZIONE

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2 Comments on AIUTI PER IL LETTORE, PER IL TELEMARKER E PER ME

  1. silvano
    17 maggio 2016 at 14:41

    Articolo , inutile ripetersi, assai interessante e ricco di stimoli per un fruttuoso dibattito. Spero venga preso bene dai vari lettori e che non sia un ulteriore motivo di discussioni …. Aspettiamo fiduciosi. Imprinting poi e’ un termine che venne proposto da una nostra amica Cristina .

    Rispondi
    • luca
      18 maggio 2016 at 16:55

      Vediamo se seguiranno il tuo monito sul fruttoso dibattito. Almeno quello! Ciao

      Rispondi

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