BODE MILLER

BODE MILLER

E all’improvviso comparve sulla scena Bode! bm1-cu
Tutto scomposto nella parte superiore del corpo. Un assurdo sciistico dissero. Tutti, dai frequentatori dei bar ai maestri di sci e agli allenatori sorridevano e scommettevano a quale porta sarebbe saltato. I peggiori, i più ignoranti, erano i commentatori televisivi che enfatizzavano quei gesti come degli errori. Secondo me l’analisi o il commento dovrebbe essere diverso specie se quell’atleta vince. Quando un atleta propone una nuova soluzione che si rivela redditizia, quell’atleta diviene inventore se non artista.
La caratteristica di Bode era che usava le braccia in modo inusuale. Sembrava una mancanza di controllo, ma in effetti in quelle braccia c’era azione, energia che contribuivano a far correre gli sci più veloci che gli altri.
Da telemarker che può sentire quanto sia efficace usare un braccio, la testa in un modo piuttosto che un altro, in occasione di una telecronaca azzardai la mia opinione sull’utilità di usare le braccia in quel modo e lo feci con un allenatore dello Sci Club di Livigno. Sostenevo e sostengo che usare delle catene muscolari lunghe sia più efficace che usarne di brevi. Bode secondo me alzava un braccio per ottenere maggior pressione sullo sci opposto. Il concetto è quello di togliere il tappo a una bottiglia di vino usando solo la forza del braccio o quella di braccio, spalla e muscoli della schiena. Lo facciamo tutti quando il maledetto sughero non vuole arrendersi. Altrettanto quando proviamo ad alzare una valigia che ci pareva leggera mentre non lo era. Immediatamente riusciamo, ma solo perché utilizziamo braccio, spalla e muscoli della schiena.
La risposta dell’esperto fu che fossi un ignorante di sci agonistico e quindi la mia idea fosse falsa. La cosa non mi turbò. Ero convinto di quanto dicessi perché sentito facendo telemark non perché fosse solo analisi al tavolo … del bar!

bmDebbo confessare che alcuni anni dopo lo stesso allenatore mi avvicinò e umilmente mi disse che quanto avevo ipotizzato quel giorno e che lui aveva bocciato, avevano scoperto fosse vero. Da quella stagione i luminari dello sci agonistico insistevano sull’utilità ed efficacia di quanto ho descritto sopra. Se la volta precedente il suo commento non mi aveva turbato, mi colpì invece la modestia di ritornare a … Canossa e ammettere la chiusura mentale d’allora.
Nel mentre Bode era diventato campione e in piccolo il Picasso o il Bob Dylan delle piste, quanti ragazzi che facevano gare avevano perso tempo? Gli “sgorbi” di Bode erano diventati una tendenza artistico/atletica.
Oggi la star è un altro americano: Ted Ligety.
Tutti, dai commentatori agli allenatori, non sanno dire altro che lui è il più bravo ad arrivare sulla porta con gli sci già alla fine della curva. Nessuno però che spiega come faccia ad arrivare lì, in quel preciso momento, prima di tutti gli altri.
Io, grazie al telemark, penso di saperlo, ma non vorrei sentirmi dare di nuovo dell’ignorante e allora la mia teoria la tengo per me e se l’ho già elargita l’ho fatto col contagocce e solo a sciatori mentalmente aperti.

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