“Brividi Liberi”

L’autore, il direttore responsabile della collana e l’editore tengono a
far presente che i personaggi sono puro frutto della fantasia e gli
avvenimenti…un po’ meno

5

Luck da lontano li vedeva confabulare e ogni tanto ambedue volgevano lo sguardo verso di lui. Dopo poco Emma prese la giacca dall’appendiabito, sciarpa e cappello e si diresse risoluta al sua tavolo. “Su alzati che andiamo”. Luck rimase un po’ stupito, quello era orario di lavoro per Emma.
“Nanix mi lascia libera per due giorni e questi li voglio dedicare a te, sei troppo conciato”.
Luck tutto sommato era contento, la sua vita solitaria lo stava stancando e sentiva sempre più il bisogno di compagnia, una amica che si aggirasse per casa era quanto aveva sognato.
“Andiamo a casa tua” salirono sulla Subaru di Luck e in poco tempo ci arrivarono.
Appena varcata la soglia Emma si rese conto che il suo progetto di andare un po’ a sciare con Luck era da posporre al giorno dopo. La casa era un disastro di disordine.
“Ora vai far ordine nel tuo studio mentre io sistemo cucina e le altre stanze”.
Luck a cuor leggero si diresse verso il suo studio e si rese conto ad una prima occhiata che tutta la sua vita era scivolata nel disordine totale. Iniziò a sistemare il banco di lavoro. Pezzi di plastica, ganci, fasce velcro, tutto poteva avere un suo luogo e tutto lo trovò. Poi si rivolse alla scrivania e al PC. Divise i vari documenti e disegni e da ultimo spazzò il pavimento. La scopa era in cucina e andandola a prendere si soffermò sulla porta ad osservare Emma che con velocità, precisione stava dando un ordine a quello che fino a poco prima era il caos. Aveva rimboccato le maniche della camicia a scacchi e le sue braccia mostravano oltre che la grazia una muscolatura a dimostrazione che fosse una donna completa, abituata a fare tutto da sé, ad arrampicare d’estate e accatastare legna in autunno. Ma ciò che lo colpì maggiormente era la pelle di quelle braccia, bianca e liscia, elastica, gli venne subito voglia di accarezzarle quelle braccia ma fu distratto dal segnale che sul PC era arrivata una comunicazione.

Afferrata la scopa ritornò in studio e vide lo schermo del PC illuminato e in un angolo lampeggiava il segnale che una email era arrivata. Il segnale era rosso ciò significava che la email arrivava dal gruppo di sviluppo di DCT. Decise di rimandare la lettura e terminare le pulizie. Dopo un’oretta lo studio era, a suo parere, a posto. Ritornò in cucina e vide tutto splendere e in fondo si vergognò un po’ del suo lavoro assai inferiore a quello di Emma. La si sentiva pulire, spostare e la sua voce canticchiare. Si affacciò alla camera da letto, da dove provenivano i rumori e vedendo Emma piegare i suoi vestiti le sorrise.
“Sono in studio, ho del lavoro da sbrigare” “Qui fra un attimo ho finito e ti raggiungo con una tazza di tè”.
Quando tazza bollente in mano si affacciò allo studio vide Luck con gli occhi sbarrati a leggere qualcosa sul Pc. Anzi a guardar bene gli sembrava tremasse.
Prese una sedia e l’accostò a quella di Luck, gli posò la tazza accanto e notando che Luck non dava segni d’averla notata gli pose una mano sulla sua e gli chiese se stesse bene.
Luck fece quasi un salto sulla sedia e la guardò con fare smarrito.
“Cosa succede? Buone notizie?” chiese Emma.
“Non ci capisco più nulla, disse Luck. Non so cosa stia succedendo, siedi e cerco di spiegarti”.
Ciò che era successo aveva dell’incredibile, era la somma di tante notizie ad aver sconvolto Luck.
Le notizie erano arrivate da numerose fonti ma tutte insieme sembravano essere troppo per Luck.
Il primo documento era il rapporto del famoso psicologo Rambaldo Rambaldi su “Cos’è un telemarker”. Il secondo riguardava le decisioni dell’ONU sul telemark: “Espressione sciistica a rischio estinzione? Cosa fare?” Il terzo la contro relazione di Rito Timeisover che asseriva l’esatto contrario, tant’è che era titolato: “Telemark cresce sempre anche d’estate e soprattutto nei deserti”.

…..continua

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2 Comments on “Brividi Liberi”

  1. mauro
    2 novembre 2015 at 15:01

    Intrigante

    Rispondi
    • luca
      4 novembre 2015 at 17:21

      grazie

      Rispondi

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