IL COACH NORVEGESE È UBRIACO

IL COACH NORVEGESE È UBRIACO

Toffa è stato allenatore dei più grandi campioni dello sci alpino norvegesi. Christian Jagge, Amod, Kius e tanti altri.
È un tipico norvegese.
Alto, forte, fatto per vivere nella natura e viverci dentro. I norvegesi sono Il popolo della Neve. Non fanno sport nella neve o sulla neve, si muovono dentro e sopra per necessità e abitudine in un modo tutto loro e diverso. Direi che vivono nella neve in modo non sportivo e quando capita di sciare con loro ti accorgi che il nostro modo di sciare è una forzatura.
Pochi esempi. Sul ghiacciaio Jostedalsbreen sgambettano a coppie chiacchierando come noi faremmo al bar, noi stiamo facendo sci alpinismo. Sempre su quel ghiacciaio una norvegese ci rimprovera per le nostre curve sui fianchi della valle che scende al fiordo, accusandoci di essere pericolosi. Per andare a prendere l’acqua che cola da delle rocce lascio la tenda e a piedi affondo nella neve. Loro ci vanno con gli sci. Io li avevo abbandonati perché la performance sportiva era finita arrivando al campo dove avevamo rizzato le tende, per loro la performance non era mai iniziata e quindi, visto che si trattava di andare in montagna con la neve bisognava mettere gli sci e usarli sempre.
Toffa quel giorno mi aveva sorpreso durante una discesa fuori pista ficcandosi in una valletta dove il torrente era ghiacciato. Il gioco era sciarci dentro. Se c’era la neve far curve e se c’era ghiaccio puro … improvvisare. O curve qui e là per aggirare il ghiaccio o saltare sopra le colate più ripide. Insomma un nuovo gioco.
La giornata era terminata in modo classico a bere mille birre. Stavamo consumando l’ennesima, eravamo sicuramente vicini all’ubriacatura e si finì col parlare o cercar di parlare di sci, della sua esperienza di allenatore. Probabilmente gli chiesi cosa potesse suggerire un allenatore a quei tanti campioni.
Mi disse che mentre lui piazzava i pali per l’allenamento di slalom ogni atleta doveva allenare 25 tipi diversi di curve. Neppure il mattino dopo da sobrio riuscivo a definire quei 25 diversi tipi di curva. Spazzaneve, spazzaneve con lo sci interno alzato, stem christiania tendendo lo spazzaneve fino a metà e una seconda versione riunendo prima o dopo, parallelo con lo sci interno sollevato, con l’esterno sollevato e altre tre o quattro forme. Ma già in questa enumerazione non siamo neppure arrivati alla metà di 25!
In seggiovia ripresi con Toffa l’argomento chiedendogli di enumerarmi le misteriose 25 curve. Sbalordito e preoccupato mi chiese la conferma di aver confessato quel tipo di riscaldamento allenante. Gli dissi che mi aveva raccontato che prima di provare lo slalom dovevano eseguire un lavoro neuro muscolare di quel tipo e gli dissi che avevo intuito l’importanza di tutto ciò.
Fu molto norvegese e sbrigativo. “Fa conto non ti abbia mai raccontato e confessato la storia delle 25 curve” e sciò via appena potè.
Tutto questo capitava prima del 2000, oggi leggiamo che i campioni austriaci e italiani fanno spazzaneve durante l’estate. Ma è il 2015 e le altre 24 forme di curva? Magari son diventate 35 e Toffa non me le dirà mai.

Tutti i racconti già pubblicati li potete trovare in questa SEZIONE

Tutti i racconti sono rilasciati con licenza:
Cc-by-nc_icon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login

Navigando su questo sito, l'utente accetta l'uso dei cookie. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi