IL MEGLIO È DIETRO CASA

IL MEGLIO È DIETRO CASA

Molto semplicemente potremmo dire che lo conosciamo meglio. perché tutto ci è più familiare o perché tutto ciò che ci è stato sotto gli occhi, un giorno, ci sorprende per bellezza e originalità.
Un eufemismo: “l’effetto ascensore”. Avete presente gli ascensori dei condomini? Son tutti più o meno brutti. Tutti hanno trasportato un cretino che ha pensato di incidere con le chiavi dell’auto un cuore infilzato da una freccia o ha fatto degli sgorbi o ha scritto parolacce.
Tutti puzzano degli odori di tutte le cucine dove hanno sostato.
Tutto questo anche a casa vostra ma se entrate nell’ascensore di altri è tutto più brutto, puzzolente e gli sgorbi sono proprio volgari. Ma il mio di Milano per quanto rovinato, vecchio, graffiato e puzzolente è diverso. È il senso d’estraneità che rende gli altri più disturbanti.
L’effetto ascensore lo provo anche sulle seggiovie e cabinovie degli altri. Le seggiovie di Livigno sono quelle di casa e dietro a casa si è ancora a casa.
Spesso ciò che ci spinge ad andare in un’altra stazione sciistica è che casa o dietro casa ci sembrano piccoli rispetto la grandiosità di altre stazioni. Siamo tutti vittime dell’attrazione legata alla grandiosità dei vari: Verbier, St Anton, Niseko, Whistler, etc.
Anch’io ci sono andato e sicuramente mi sono divertito, ho visto e colto bellezze estranee a casa ma, mi son sempre sentito un po’ come sull’ascensore degli altri. Mia mediocrità, provincialismo, pochezza? Può darsi, ma forse non tanto.

Paolo Zoller mi raccontava d’essere stato un inverno a St. Anton. Partenza da Brentonico arrivo alla stazione, lettura dei bollettini che parlavano di rischio 3. Decidono di non affrettarsi il mattino, tanto è tutto vietato al fuori pista. Vanno a cena, sono in un hotel a 5 stelle. Si siedono per mangiare e sorpresa: nouvelle cuisine! Un piattone con due porzioncine di carne. “Vabbè” si dicono. Il mattino dopo escono alle 9 era tutto già segato! Corrono su, sciano quel che è rimasto, ma i locals sono già altrove, dove solo loro sanno. Morale di Paolo: torno a Brentonico, scio nella polvere e la sera mangio come si deve in termini di qualità e quantità.
Niseko. Quando ci andai la prima volta, appena messi gli sci nella mitica polvere giapponese mi dissi che l’avevo già sciata. In Italia, in Majelletta. La fortuna era stata essere lì quando aveva appena nevicato. Ma quando posso andare a sciare quando ha appena nevicato? Quando la neve ce l’ho dietro casa.
Come voglio concludere? Come ho iniziato: “il meglio è decisamente dietro casa!”

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