INVERSIONE TERMICA ALLO SPONDA

INVERSIONE TERMICA ALLO SPONDA

Ogni inizio inverno spero che nevichi presto. Per presto intendo prima che inizi la stagione sciistica. Prima che arrivino i turisti. Solo così posso sciare un po’ prima di iniziare a lavorare.
Un anno la neve arrivò proprio presto e in gran quantità. Gli impianti non erano ancora aperti e come spesso accade, dopo diversi giorni di precipitazioni, il mattino dopo il cielo era blu che più blu non si può. La temperatura durante la notte era precipitata e alle nove il termometro diceva – 19°.
Partii da casa e salii in auto alla base della seggiovia del Monte Sponda. Stretti sci The White Planet, attacchi 3 pin e scarponi di cuoio stringati.
Misurare una pista in salita con le pelli di foca è diverso che misurarla in discesa. Una salita assai lunga. E poi affondavo fino al ginocchio. Era freddo ma per inversione termica in cima si poteva stare a torso nudo.
Mi trattenni a far asciugare la maglia, a godere del silenzio, ripassando i ricordi del piccolo bar che c’era in cima allo Sponda nella stazione d’arrivo. Ora la costruzione non è altro che uno dei tanti manufatti che chissà perché non vengono demoliti e rimangono lì a deturpare la montagna. In ogni caso quel giorno il caseggiato mi faceva ricordare i tempi quando la neve era solo naturale, quando c’erano pochi sciatori ed erano sganciati uno alla volta arrivati in cima e non vomitati dalle cabinovie d’oggi giorno.
Ricordi del passato e tepore del sole mi trattennero là per più di un’ora. Rimanere o andare. Salire per scendere subito o non iniziare la discesa per stare. Il tempo passava e mi divertivo a giocare con l’incertezza e l’indecisione.
Ma la stagione era alle porte e una nevicata del genere è preziosa per la preparazione delle piste. PI-PI-PI l’odiato, schifosissimo, puzzolente battipista era arrivato. Fu lui a decidere per me. Su gli sci e via prima che rovini anche se con una sola traccia questo splendido pendio
Però di neve ce n’è tanta e perché non mi sono preso scarponi e attacchi meno difficili? Per di più è la prima discesa dell’anno e come sempre mi domando se sarò ancora capace di sciare. Ma il battipista iniziava a manovrare e puntare là dove volevo scendere. Viaaaa.
Rimbalzando da una curva all’altra, prima immerso nella neve e poi sopra la neve, inanellai una delle più belle serpentine della mia vita.
In fondo non guardai indietro per proposito, preferii fermare le sensazioni di quella giornata, più che osservare la traccia.
Dopo un quarto d’ora parcheggiai davanti a casa.

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