L’INDUSTRIA DELLO SCI

L’INDUSTRIA DELLO SCI

E’ tempo che mi liberi di un cruccio e mi permetta una critica al mondo dell’industria. Consideriamo la condizione in cui si trova lo sciatore e immaginiamo, per dar più peso a questa condizione, che si tratti di uno sciatore principiante. Fa freddo. Gli scarponi scivolano dappertutto camminando dall’albergo agli impianti. In più deve portare sci e racchette. Non solo i suoi, magari pure quelli del figlio e tenerlo per di più per mano. Sia per motivi di sicurezza e perché anche lui ha gli stessi problemi di deambulazione. Sul volto del bambino si può già leggere il dubbio: “Ma come? Mi avevi raccontato che era bello e facile!”
Non riesce a camminare con questi stivali da palombaro. Pesanti una tonnellata. Se potesse verbalizzare la sua condizione forse direbbe: “Papà abbiamo dimenticato le caviglie in albergo!” Infatti non ci sono più. Azzerate negli scarponi. Gli sci poi pesano una tonnellata. Le maledette piastre per consentire “la conduzione” sugli spigoli, i sistemi di regolazione veloce che facilitano la vita del noleggiatore e complicano quella del facchino-sciatore: papà o mamma. Pesi aggiunti che trascineranno a velocità eccessiva il povero principiante verso valle. Mica male per entusiasmare la gente. I futuri clienti e consumatori!
Ogni anno ci prendono in giro cambiando i colori degli sci e degli scarponi. Ai primi aggiungeranno quel millimetro in punta che abbiamo letto essere la rivoluzione. Idem per gli scarponi.
“Quelli nuovi – sono di quest’anno perché sono di colore diverso o hanno un adesivo nuovo – sono molto migliorati” così ci dicono e abbiamo letto sulle riviste specializzate.
L’industria dello sci si dimentica che gli sport che attraggono sempre più appassionati sono quelli che alleggeriscono e tolgono dall’attrezzatura.
Lo sci no! Aggiunge peso, larghezza, rigidità e decine se non centinaia di euro ogni anno. Ma è tutto sempre più performante, facilitante, in una parola rivoluzionario. Così dicono. Personalmente di miglioramenti ne vedo sempre meno e mai così eclatanti.
“Papà perché non torniamo a fare sci di fondo? Si fa’ meno fatica! Oppure mettimi seduta sull’altalena. Con questi scarponi scommetto che riesco a dare una spinta forte e posso fare finalmente il giro completo!” La voce dell’innocenza.
Non siete un po’ stanchi di questo circolo vizioso? Se esiste è anche perché lo alimentiamo facendoci conquistare da messaggi che poco hanno di vero.
Immaginiamo un’industria così. Un paio di sci dalla stessa serigrafia che rimane uguale nelle stagioni. Li compro lunghi 100 cm per mia figlia. Si trova bene e vedo che sono buoni. L’anno dopo cresce e li compro lunghi 120 cm e così via fino a che sviluppata passerò a un nuovo modello adeguato alle sue nuove capacità. Un paio di scarponi che abbiano la suola in Vibram, così non scivola, il soffietto come quelli da telemark, così cammina facilmente quando non scia. Leggeri e caldi. Non inclinati in avanti. Un paio d’attacchi leggeri e senza piastre.
Forse c’è già tutto: Che sia la più semplice attrezzatura da telemark!

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