RIFLESSO PARACADUTE

RIFLESSO PARACADUTEGasperl-vola-copia

Se potete, cercate e godetevi la visione di un bellissimo film di sci di Werner Herzog ”La grande estasi dell’intagliatore Steiner” (Die grosse Ekstase des Bildschnitzers Steiner. La storia di un campione svizzero di salto dal trampolino nordico. Film in bianco e nero. Vedrete come scivola lungo il trampolino, come stacca sul dente e come usa tutto il corpo per creare dinamismo. Vola, lasciando che tutto quanto fatto produca il volo. Cambia assetto e si prepara all’atterraggio. Sgranate ora gli occhi e dividete il suo corpo in due parti. Dal baricentro ai piedi e dallo stesso alla testa. Perfetta posizione telemark sotto – un piede avanti uno indietro con ginocchio abbassato e tallone alzato. Sopra: busto eretto e braccia flesse ma alzate -.
Qualcuno potrebbe pensare a equilibrio sotto e stile sopra?
No! Postura inferiore che si combina con postura superiore. Solo così l’equilibrio è possibile e garantito. Quando si capisce il concetto che a ogni modificazione dell’assetto degli arti inferiori va creata serve anche per gioireuna modificazione negli arti superiori sciare a telemark diverrà più facile.
Naturale.
Prendiamo Emma mia figlia più piccola, la mia maestra di sci o di come insegnare a sciare. Da poche settimane comincia e osa attraversare il soggiorno di casa. Appena si stacca dalla sedia e abbozza i suoi passi – qualcuno li definirebbe goffi – alza le braccia e le allarga.
L’avevo già notato ma non avevo mai dato un importanza scientifica al fatto che la sensazione di stabilità è maggiore quando in fondo ad una posizione telemark porto in alto le braccia. Viceversa quando i piedi sono allineati e affiancati – la fase intermedia – tra una posizione a telemark e l’altra – le braccia sono abbassate e sui fianchi del corpo. Questo alzare e abbassare le braccia, se lo si coordina bene, porterà a domandarsi se siano le gambe o le braccia che danno il via all’azione.ecco cosa intendo
Mi rivolgo a Thomas Kostner Istruttore Nazionale di Telemark, ma anche fisioterapista, climber e bassista e gli espongo quanto osservato, provato e sentito.

“Sì, certo, si chiama ‘riflesso paracadute’.il paracadute E’ uno dei tanti riflessi innati e naturali che ci aiutano ad imparare a stare in equilibrio”. Come lo dice, la mia mente esplode. Corre. Come stappando una bottiglia di champagne esce un getto di liquido le sue parole producono nella mia testa lo stesso effetto! E’ un susseguirsi di idee, applicazioni sciistiche, propositi di ricerca, dubbi, quesiti.
La prima idea è: “Ma perché non considerare d’insegnare a far telemark e quindi una progressione di esercizi pratici basati sulla meccanica del camminare?”
Da quel momento ho iniziato a considerare la meccanica dello sciare come la meccanica del camminare. E oggi son convinto che sciare sia proprio come camminare lateralmente. Usiamo lateralmente quello che abbiamo appreso a fare frontalmente. Se così facciamo sciare a telemark ma anche sci alpino diverrà molto semplice, logico e innato oserei dire.

Alla prima occasione provo l’effetto paracadute su me e su degli allievi e funziona subito eseguendolo sulla massima pendenza.

Provo in diagonale (debbo dire che ho sempre odiato e sconsigliato di esercitarsi ad assumere posizioni a telemark in diagonale) e deluso scopro che non funziona. “Punto e a capo” mi dico. Ci penso un attimo e si apre una nuova bottiglia di champagne. Alzare due mani funziona sulla massima pendenza perché il piano d’appoggio (il pendio su cui gli sci/piedi scivolano) è equivalente al piano. Appena siamo di traverso al pendio un piede è più in alto come dislivello rispetto l’altro, siamo su una base sfalsata. Un po’ come stare sullo stesso gradino di una scala con ambedue i piedi e mettersi di traverso con un piede su un gradino in basso e l’altro su l’altro più in alto. La base è sfalsata. Se sotto è così, sopra ci deve essere un contemporaneo adeguamento. Altrimenti non c’è equilibrio. Riprovo in diagonale. Alzo solo il braccio a valle: sbilanciatissimo. Alzo quello a monte: bilanciatissimo. Ho scoperto l’effetto “mezzo-paracadute”!
Ai telemarker posso ricordare che se è vero che il telemarker è colui che ha i piedi e le gambe nella classica e tipica posizione ciò non deve portarlo a pensare solamente alle gambe. Ad ogni nuova posizione le braccia devono fare anche loro qualcosa. (In effetti sono i muscoli del tronco che devono essere sollecitati o coinvolti. Alzare le braccia li fa lavorare involontanon sempre funzionariamente.
Sempre a loro ricordo di non guardare in basso per vedere se si è in posizione telemark. Abbassando il capo si rilassano i muscoli cervicali e l’equilibrio è già perso. La contro prova di questo è l’esempio che segue. Mai provato a fare la verticale? Sarete stati invitati a contrarre gli addominali, a spingere le gambe verso l’alto. Ci si perde a cercare l’appoggio sulle mani, si contraggono le braccia, le spalle ma non si riesce a rimanere in equilibrio. Oggi so ma non è detto riesca a farlo che se al piano di sopra non c’è tensione la verticale non la farò mai! Potrei concludere e suggerire di far telemark con le braccia!
Osservate le 4 foto e giocate a comporre lo sciatore alpino e il telemarker.

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