Risposte ai crowdfounders fb

Era dicembre e mi è arrivata un’email dall’America dove mi annunciavano l’Intertele, l’edizione di quest’anno (2015) e il loro desiderio/speranza di poterlo organizzare a Livigno, durante la Skieda 2017. Molti mi vedono e/o considerano ancora un attivo telemarker e così mi scrivono. In effetti non sono più un gran che attivo ma mi sembra doveroso – sempre – far girare le notizie.
Girai la email a chi di dovere sia in ambito Istruttori sia in ambito Skieda. Passarono poche settimane e mi riscrissero dall’America chiedendomi notizie perché non erano giunte risposte. Mi riattivai ma con poco risultato.

Poi due settimane fa venne a trovarmi Francesco, il mio amico telemarker e uomo tecnologico dei pc e dei programmi e sollecitato da una nuova mail americana mi venne in mente di provare ad organizzare un crowdfounding. “Come avevi ragione Francesco a guardarmi dapprima sconsolato e poi consigliarmi di lasciar perdere e così eccoci qui a rispondere a note e pur critiche (vd Emilio, Fulvio)”. E allora provo a dare un senso a quanto fatto, non giustificazioni.

Emilio.
Poni l’attenzione su testo tecnico, corsi aggiornamento, Fisi, giovani etc… Qui come ben sai ci son di mezzo le Istituzioni e con quelle non si va da nessuna parte. I corsi d’aggiornamento li ho proposti per anni ma la Regione e il Collegio dei Maestri ha sempre impedito di organizzarli perchè non essendo il telemark considerato come disciplina, a lor parere, non è possibile imporre un corso d’aggiornamento. Allora l’ho organizzato da solo a Livigno per i maestri specializzati di qui e ne son venuti 4 o 5!
La nostra Regione non considera neppure utile fare i 3 giorni di aggiornamento al telemark per gli allievi dei corsi di maestro di sci di alpino. Il fondo lo fa, lo snowboard ma l’alpino no!
La Fisi ha promesso e ripromesso squadra, aiuti, etc e non ha mai fatto nulla.
L’anno dell’Interski di St Anton parlai con il presidente dell’Amsi e gli proposi di trovare i soldi per inviare 3 Istruttori così che ci fosse anche il telemark italiano. Mi dissero che gli austriaci non volevano nessuno col telemark e poi si scoprì che tutte le nazioni avevano portato il telemark.
Stranamente quest’anno la Fisi o Amsi ha deciso di inviare 3 Istruttori all’Interski di Ushuaia, a St Anton – Austria – nessuno, in Sud America 3 Istruttori!!! Chi ci capisce è bravo. Poi come sai mi arriva la notizia dell’Intertele. Cosa fare? Passare la notizia e poi star a guardare e cosa si vede? Niente né da una parte né dall’altra.
Ripeto, secondo me quando ci son di mezzo le Istituzioni tutto diventa difficilissimo e tu ben lo sai perchè lo snowboard a livello Istruttori e Fisi ha avuto i suoi bei problemi ma qualsiasi iniziativa si è scontrata contro chi remava contro e l’enorme lentezza di Fisi e compagnia.

Hai ragione a sottolineare che non siamo gruppo, noi Istruttori, che ci vorrebbe almeno un sito – c’è QUESTO – ma nessuno lo segue e cura. Una pagina su FB c’è con lo stesso nome ma nessuno la segue. Il motivo del non gruppo o i motivi possono essere molti primo dei quali che tutti noi lavoriamo come maestri di sci e il tempo è poco e il ricavo altrettanto poco. O forse manca una persona che sappia organizzare il gruppo assegnando compiti e incarichi e soprattutto manca un pensiero tecnico forte.

Cosa per altro potremmo pubblicare: stile, curve che non si vedono più (le serpentine, gli scodinzoli) e a chi interesserebbe? Nessuno, tutti si sentono bravi e autorizzati a sciare come vogliono perchè oramai il motto è passato e fa comodo a tutti: “Il telemark è libero e lo si fa come si vuole”.
E da qui nascono le follie che vediamo, tra cui magari possiamo anche metterci un crowdfounding per gli Istruttori.

Sicuramente non esiste un telemark italiano anche perchè ora ci sono tanti telemarker, forse anni fa stava in piedi la definizione telemark italiano ora no. Credo che giustamente molti lo facciano come moltissimi fanno sci alpino e anche in quel mondo la stragrande maggioranza non sa cosa sia un Interski e mai verserebbe un centesimo per mandarci degli Istruttori.

Sono d’accordo che bisognerebbe mandare qualcuno che sa di tecnica, che parli le lingue, che abbia un progetto descrittivo, che sappia ascoltare e rubare, se il caso idee e riportarle qui e condividerle ma credo sia un sogno di efficienza che poco ha dell’italietta che siamo in generale e anche nel telemark.

Quando ricevetti la notizia dell’Intertele pensai d’andarci a miei costi giusto per dire che l’Italia c’era, per vedere l’evento e sperare potesse essere organizzato a Livigno ma dopo tutti questi anni servo solo come “contatto” e da stupido passo le informazioni e poi provo a organizzare un crowdfounding specificando che non voglio essere uno dei 2 da inviare, per inutile correttezza.

Il gioco può cambiare se la Fisi (ahiò siamo ad aspettare l’Istituzione quindi i tempi son quelli che sono) deciderà di organizzare questo benedetto Master Istruttori, ci vogliono giovani che non sappiano recitare la progressione a memoria ma che sappiano sciare in modo completo, moderno, che sappiano seguire un sito web, uno di FB, far filmati, sappiano parlar le lingue e son sicuro ci siano e scalpitano.

Dopo sarà da vedere se lasceranno far tutto quanto perchè nello snowboard – non conosco le ragioni – il sito Snowpedia fu bloccato. Ma qui sei tu che potresti dirci se i tuoi appunti abbiano o possano avere sbocchi e futuri. Dagli errori di Snowpedia si può imparare a far di meglio e star lontani dai guai.

Spero tu riesca ad andare a Snowbird, conosca chi organizza e proponga magari Foppolo come alternativa a Livigno o la Scufoneda come altra sede.

In conclusione ciò che più mi ha sempre rattristato nella vita è sprecare le occasioni e questa dell’Intetele puzza già di spreco per non parlar del crowdfounding.

Se anche il crowdfounding non funzionerà sarà altro ossigeno per organizzazioni dilettantistiche come TSE. Lì tutto è gratis, son solo risate ma le risate e il credere di essere telemarker accontenta tutti. Poi magari non si sa che le aziende hanno tagliato tutto perchè di risultati non se ne vedono, perchè magari aspettano ancora soldi e chissà che altro. Oggi addirittura consigliano attacchi paragonandoli ad altri senza conoscerli, convincono le aziende a modificare gli scarponi. Che facciano tutto loro magari riescono anche a organizzare un crowfouning che funziona e ha risposte.

Il tempo che ho dedicato al telemark è stato tanto e l’ultimo pezzettino ho provato ad investirlo per 2 Istruttori da mandare a Snowbird non ci sto riuscendo. Va bene così ma la morale è che ci vuole un’azienda forte che faccia uno scarpone e attacco serio, che dica dove e come si monti e un po’ di Istruttori giovani che facciano scintille ma dubito questo possa accadere perchè le aziende sono miopi – dicono che il telemark non cresce ma il mondo del telemark è grande numericamente e scia oramai da anni con scarponi non più all’altezza e se solo aprissero gli occhi vedrebbero migliaia di paia di scarponi da vendere – mentre i giovani Istruttori dovranno far scuola di sci alpino, o fondo o snowbord a meno che qualcuno non si impunti e denunci iniziative come l’Imprinting quali “abusivismo”. Ipotesi non così escludibile visto che molto si è fatto per bloccare queste iniziative nel passato col risultato di leggere su FB che quel attacco non può essere usato da chi fa “il passo indietro” una delle novità tecniche del nuovo testo. Alegher è tutto libero, è tutta gioia, risate, approssimazione, bevute e allora lasciatemi provare ad organizzare un crowdfounding, l’importante è che finisca tutto a tarallucci e vino anch’io dirò evviva e magari andrò a sciare che di voglia non ne ho proprio più.

Fabio
Mi dispiace l’iniziativa ti abbia lasciato perplesso e l’ultimo messaggio su FB ti suoni come presa in giro. In effetti 2000 sono pochi ma son pure tanti quando non si è più single, giovani e bisogna far fronte a mille impegni e doveri. Io 2000 non li ho da regalare ad un Istruttore ma pensavo saremmo riusciti a raccoglierli e mandare 2 giovani. Son diventato vecchio sognando e sperando di regalare ad altri quanto a suo tempo mi sarebbe piaciuto fare o ricevere.
Mi vergogno di aver creduto nel telemark, nei telemarker, nelle aziende, negli eventi, nei crowdfounding e nelle mie idee e speranze. Alegher in ogni caso

Concludo
Francesco avevi ragione a scuotere la testa e ancor di più a dirmi che rifacendo i conti 4000 non sarebbero bastati perchè tra spedizioni di gadget e altro ci avrei dovuto mettere altri soldi personalmente. L’insuccesso pronosticato mi ha fatto provare anche questa iniziativa con leggerezza anzi, sai cosa ti dico, faccio un’offerta di 50 euro tanto i soldi li incassa paypal solo al raggiungimento dei 4000 e non li raggiungeremo mai “noi telemarker italiani”.

Paypal
Per chi ha provato a versare e ha avuto difficoltà il problema è che inserita la cifra bisogna cliccare su “chek out” e ancora due volte nelle due pagine che seguono. Anch’io pensavo che check out significasse abbandonare l’ordine invece si conclude la transazione.

Ciao ci vediamo a Livigno per un aprè ski – a no, per 6 serate di aprè ski – e alegher che niente cambi che tutto rimanga libero, leggero, tanto è sport, divertimento.

Luca.

4 Comments on Risposte ai crowdfounders fb

  1. franco copponi
    15 marzo 2015 at 22:27

    Il problema non è TSE, il problema siete voi grandi telemarker.
    Peccato!

    Rispondi
  2. mario
    15 marzo 2015 at 22:43

    Luca,
    non smettere di sognare (e non denigrare chi sogna).
    Ci vediamo sulla neve… a me degli après-ski non importa proprio nulla.

    Rispondi
  3. Luciano
    16 marzo 2015 at 14:05

    ciao Luca,
    Ti seguo sempre e sei da sempre una stella da seguire per trovare la rotta giusta, anche questa volta non hai sbagliato.
    Se ci fossero nel mondo del Telemark pataccato 10 persone con la tua passione i risultati sarebbero già arrivati da tempo.

    Concordo con molte cose scritte da Emilio, anche se in valle d’aosta siamo più fortunati, ( gli aggiornamenti si fanno) però questa serie di maestri specializzati per quale motivo fanno il telemark? Me lo chiedevo un po’ meno al corso dopo anni me lo chiedo ad alta voce.
    Gli istruttori sono divisi in piccoli gruppi e non praticano neppure lo stesso Telemark, si riesce a bisticciare dove non c’è neppure il problema di dividersi una fetta di torta, perché la torta non c’è.
    È vero che mancano i soldi per un testo nuovo, ma c’erano mille possibilità di offrire dispense, proporre clinic riservati a maestri interessati, cercare di coinvolgere coloro che amano piegare.

    Infine, Tse è il frutto della nostra assenza, del problema scuole di sci che non lasciano organizzare nulla, senza profitti immediati.
    Sull’imprinting condivido il tuo pensiero, la federazione doveva prendere una posizione.

    Da sognatore è amante della piega in fresca spero di vederti a Livigno e mi piacerebbe poter fare due curve con te!!

    Continua con la tua passione, hai contaminato un mondo ed è un mondo bellissimo

    Ciao Luca

    Rispondi
  4. Carole
    16 marzo 2015 at 22:02

    Caro Gaspa,

    mi dispiace non avere iniziato a seguirti prima. Oggi ti ritengo un importante punto di riferimento, e mi piace il tuo coraggio di dire la tua, piacia a chi piacia…

    Credo che aspettare le grandi istituzioni per poter andare avanti col telemark sia come dici te, una grossa perdita di tempo, anche se aiuterebbe assai. Ma oggi forse è tempo di piccoli gruppi forti, con grandi passioni e che si auto organizzano.

    Concordo su tantissimi punti con quello che hai scritto, essere leggeri e spensierati va bene, ma non sempre e comunque… Ci vogliono idee, contenuti e sogni… e progetti.

    Ci vediamo a Livigno!.

    Rispondi

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