SCI E SCARPONI

SCI E SCARPONI

Gli sci e gli scarponi possono essere intesi come gli attrezzi dell’artista sciatore ma non dobbiamo scordare che sono anche il nostro veicolo quando siamo sulla neve. Quindi provo a dirvi la mia opinione. Nella struttura meccanica dello sciatore io considero lo sci come un utensile. Un utensile come potrebbe essere un coltello. Con il coltello possiamo tagliare, grattare, spalmare e pure accarezzare se si vuole. Il corpo dello sciatore è il manico dell’utensile. Il manico è più o meno lungo. Può essere tutto il corpo e così è per il principiante; possono essere solo gli arti inferiori, per lo sciatore bravo. Lo scarpone è la parte che mette in comunicazione l’utensile con il manico. C’è poi la testa dove ci sono le volontà, da dove partono gli impulsi, dove c’è l’estro artistico. Questi quattro elementi hanno importanza e valore diversi nel gioco del curvare. Testa e corpo (testa e manico) 50%, scarpone 30%, sci 20%. Non credo sia sorprendente il minimo valore dell’utensile. Manolo può scalare benissimo con un paio di scarpacce. Leonardo disegnare in maniera sublime con un mozzicone di matita. Un intagliatore di legno con un temperino. La testa e il corpo creano l’opera. Lo scarpone è fondamentale perché se Manolo non allaccia le stringhe neppure lui andrà lontano. L’intagliatore se non blocca lama e manico farà sgorbi. Leonardo con una matita dal fusto elastico rischia anch’egli degli sgorbi. Più si è agli inizi e più si usano gesti grezzi.
Gaspa.scarponi
Pieni di movimenti parassiti e superflui. Ecco perché un telemarker principiante spinge avanti il piede, il ginocchio, l’anca, la spalla e va inesorabilmente in rotazione perdendo il controllo dell’equilibrio. Più tardi imparerà a limitare i movimenti e a combinarli. Ricordo quando in prima elementare il primo giorno ci fecero fare le aste. Erano tutte storte, incerte e non faccio fatica a pensare avessi i crampi in tutto il braccio e il sudore alla fronte quando giunsi in fondo alla pagina. Poi col tempo e l’esercizio divennero sempre più dritte e a costi energetici inferiori. Più ci si impratichisce più si diventa efficaci e precisi. Più il telemarker – ma così anche lo sciatore alpino e lo snowboarder – cresce e più i movimenti diventano fini e per assurdo potenti ed efficaci. Le tecniche italiane che riguardano le tre specialità sono a mio parere tutte troppo sopraffine sin dalle prime proposte tecniche. Quando insegno preferisco partire da proposte grezze, grosse poi ridurre. Ma torniamo all’esempio del coltello e semplifichiamo ancor di più. Parliamo di mano. Lo chiedo spesso ai miei allievi. “Con la mano, posata sul mio braccio, immagina di tagliarmi, ora di grattarmi con il lato che prima tagliava e ora accarezzarmi!” Tutti lo fanno ignari di quali muscoli e articolazioni hanno usato. Voi provate a sciare sentendo quando tagliate (durante la diagonale), accarezzate (la prima metà della curva), grattate (la seconda). Provate a realizzare le tre sensazioni facendo spazzaneve – l’esercizio sciistico equiparabile alle aste. Non rifiutatevi di tornare allo spazzaneve. Non è un disonore farlo ed esercitarlo. Là troverete molte risposte ai dubbi e alle difficoltà che potreste vivere e patire al vostro livello. Non pensate a quale articolazione usare, ai pesi. Sostituite a “cosa fare” il concetto “che sensazione devo ottenere”. Parliamo un po’ delle curiose caratteristiche che ha il veicolo sci, specie se lo consideriamo in curva. Domanda rivolta ai miei allievi: “La bici, andando piano, gira grazie alla ruota davanti o dietro? E l’auto?” Cento per cento di risposte: “Davanti” “E gli sci?” Risposta “Idem”. Non è vero! Lo sci si comporta diversamente. Nella prima metà della curva gira di punta (ruote davanti) nella seconda metà grazie alla coda (le ruote dietro). Sì, sì lo so sapientoni che direte “Non è vero” “Gira per la sua interezza”. Ma parlo per chi sta imparando e deve e vuole migliorare – OK?

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