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LA ZATTERA IN MEZZO AL MARE

LA ZATTERA IN MEZZO AL MARE

Siete in piedi su una zattera in mezzo al mare, la superficie dell’acqua è calma e piatta. A gambe larghe rimanete eretti. Sulla vostra destra sfreccia un motoscafo. Guardate le onde lasciate dalla sua scia muoversi verso la vostra zattera e raggiungerla. La zattera inizia a oscillare, sentite la spinta verso l’alto dell’onda che passa da destra a sinistra. La zattera ha compiuto un’intera oscillazione. Ampia all’inizio, via via minore quando le onde l’hanno fatta oscillare sempre meno.

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Come siete rimasti in equilibrio? Piegando una gamba e tenendo l’altra distesa. Poi le avete ridistese entrambe e avete piegato l’altra in sincronia con l’onda e la nuova oscillazione. Su quella zattera state usando le gambe esattamente come quando curvate sciando. La zattera oscilla per via dell’onda e così la superficie d’appoggio. Sugli sci, in curva siamo noi che facciamo oscillare la superficie d’appoggio.
Siete su un pendio con la valle a sinistra e la montagna a destra. Per poter rimanere in equilibrio la gamba a monte è “più corta” di quella a valle. Decidete di curvare. A metà curva la superficie è equivalente a un piano. Passata la massima pendenza la valle è dal lato dove precedentemente c’era il monte. In pratica l’onda è passata sotto i vostri piedi e rimanete in equilibrio perché avete accorciato la gamba distesa e poi disteso quella che era piegata. Nello sci alpino la gamba a monte si “accorcia” scaricando il peso, nel telemark la gamba si accorcia grazie all’inginocchiamento.

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Gli snowboarder sono più fortunati perché non hanno gamba a valle e a monte. Le hanno sullo stesso livello e caso mai il loro problema è sulla massima pendenza.

Indicazioni

1) Sulla zattera iniziamo a piegare la gamba quando sentiamo la spinta dell’onda trasferirsi alla zattera ai nostri piedi. Sciando questa spinta non si sente. Si tratta di anticipare il nuovo orientamento della superficie. Questa è la difficoltà che richiede lo sciare. Ma capirlo anche solo visualizzando il concetto potrebbe aiutarvi moltissimo. Con l’esercizio svilupperete la sensibilità che vi permetterà di essere in sincronia con l’oscillazione della montagna.

2) Sulla zattera piegavate molto una gamba quando l’oscillazione era molto pronunciata, e poi sempre meno per via delle onde sempre più piccole.
Domanda: Scendere a telemark totalmente ed esageratamente inginocchiati a bassa velocità e su una pista azzurra è dare valore al telemark? È solo il modo migliore per sentire i quadricipiti esplodere, farsi fare delle foto da far vedere a casa, mettersi in mostra pretendendo d’essere telemarker e schiantare gli scarponi. Se così fosse, forse c’è da rivedere qualcosa. Finché farete così sarete “naufraghi” sulla zattera.

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