UN PROGRAMMA PER PC E VELEGGIARE

UN PROGRAMMA PER PC E VELEGGIARE

Per diversi anni ho avuto a Livigno un ufficio dove grazie a un pc e una stampante formidabile facevo lavori di grafica. Per questi usavo un programma chiamato Coral Drew. La ripetitività dei lavori e quindi dei comandi da usare mi aveva reso molto rapido nel sapere quali voci del menù usare. La cosa più bella che produssi furono i giornalini per la Skieda. Ogni sera inventavo articoli, li scrivevo, li stampavo e poi il mattino dopo distribuivo questo “gazzettino della Skieda” negli alberghi. Un’iniziativa che la nuova organizzazione abbandonò forse perché richiedeva troppo tempo e impegno.
Dopo alcuni anni vendetti l’attività e smisi di usare tutti i programmi di grafica e impaginazione.
In quel periodo insieme a Giorgio Daidola, John Falkiner, Morten Aass e Manolo creammo il gruppo The White Planet. Dopo alcuni mesi dalla vendita dell’attività di stampatore iniziai a lavorare alla creazione del sito Internet del gruppo e un giorno dovevo modificare un disegno. Forse era il logo o altro. Tranquillo aprii Coral Drew e … mi inchiodai. Pochi mesi e avevo dimenticato cosa e come fare. Ciò che era così intuitivo poco prima era diventato laboriosissimo. Ma alla fine ci riuscii.
Passarono pochi altri mesi ed ebbi l’opportunità di recarmi nell’isola di Maiorca per scrivere una articolo di arrampicata e barca a vela con Manolo e John.
Erano anni che non andavo in barca a vela e l’Ente del Turismo ci offrì un Bavaria di 13 metri! Per di più nuovo di zecca. Debbo dire che quando lo vidi alla marina rimasi un po’ preoccupato.
Il primo giorno che uscimmo in mare, appena le vele furono issate, sentii subito il vento riempirle e le forze generate dalle vele. Lo scafo reagì e la mano sulla ruota del timone seppe subito cosa fare. Contrastava, assecondava in nome del sentire la barca attiva e non sotto sforzo, lo scafo che scivolava sull’onda.
Pensai improvvisamente a Coral Drew. La banalità, la ripetitività e l’astrusità di quei comandi erano scomparsi nel volgere di pochi mesi.
Il vento, la sua energia, la velocità dello scafo, il suo sbandamento scivolavano lungo la ruota del timone alle mani e colpivano l’emotività e tutto riaffiorava. Come fossi sceso da una barca il giorno prima!
Se sciando non si sente o non si impara a sentire tutto ciò che c’è intorno a noi sciatori, a ogni nuova stagione avremo dimenticato tutto.
Sarebbe un peccato e un sacco di tempo perso.

Tutti i racconti già pubblicati li potete trovare in questa SEZIONE

Tutti i racconti sono rilasciati con licenza:
Cc-by-nc_icon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login

Navigando su questo sito, l'utente accetta l'uso dei cookie. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi